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Ucraina. Offensiva a Ovest. "Rapito dai russi il sindaco di Melitopol"

Redazione Internet venerdì 11 marzo 2022

Un fermo immagine tratto da un video delle forze armate ucraine mostra i carriarmati russi che che si ritirano a Brovary, 11 marzo

"Rapito il sindaco di Melitopol"

Un gruppo russo, composto da una decina di persone, ha rapito il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, "portandolo via con un sacchetto di plastica in testa". Lo ha riferito una fonte del Ministero degli affari interni ucraini sul canale Telegram. Fedorov - secondo quanto riporta l'agenzia ucraina Unian - si era rifiutato di collaborare con i russi, mantenendo la bandiera ucraina sul municipio della città occupata.

La Russia cerca il coinvolgimento della Bielorussia

La Russia starebbe cercando di spingere la Bielorussia attivamente nel conflitto in Ucraina, con incursioni "sotto falsa bandiera" in territorio bielorusso nei pressi della frontiera ucraina. Lo denuncia il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov. Le forze armate di Kiev parlano di "provocazione" e il Parlamento di assicura che l'esercito non ha pianificato né prevede di intraprendere azioni aggressive contro la Bielorussia.

Oggi alle 14.30 la Polizia stradale di Stato, riferiscono su Facebook le forze ucraine, ha ricevuto la notizia che aerei russi sono decollati dall'aeroporto di Dubrovytsya (Bielorussia), "sono entrati nel territorio dell'Ucraina, e hanno fatto il giro sopra i nostri centri abitati Horodychi e Tumen, dopo di che hanno colpito un centro abitato a Kopan in Bielorussia". "Capiamo anche che il governo bielorusso sta facendo tutto il possibile per evitare di entrare in guerra" ha detto il viceministro dell'Interno Yevheniy Yenin.

Kiev: più vittime civili che militari

L'invasione russa in Ucraina avrebbe causato "più vittime tra i civili che tra i soldati ucraini": l'ha dichiarato il ministro della Difesa, Oleksii Reznikov. "Voglio che si sappia non solo a Kiev ma in tutto il mondo", ha detto. Secondo gli ultimi dati dell'ufficio dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, dall'inizio della guerra in Ucraina sono stati uccisi 564 civili, tra cui 41 bambini, e 957 feriti. "Ma il bilancio reale è notevolmente più alto poiché non è possibile aggiornare i report dalle aree dove i combattimenti sono in corso".

Stando ai dati diffusi dal ministro della Sanità ucraino, Viktor Lyashko, sono finora 63 gli ospedali danneggiati, 5 i medici uccisi e più di 10 quelli gravemente feriti. Sempre secondo dati di Kiev, sarebbero 12mila i soldati russi uccisi.

Quanto ai profughi, la conta aggiornata dell'Alto commissariato Onu è di 2,5 milioni di anziani, donne e bambini usciti dall'Ucraina, e che si trovano in gran parte in Polonia, mentre gli sfollati ancora nel Paese sono stimati in quasi 2 milioni.

Circa un milione di persone è senza elettricità, comunica la società pubblica ucraina per l'energia atomica, Energoatom.

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Putin: 16mila combattenti pronti dal Medio Oriente

Il presidente russo Vladimir Putin, stamani alla riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale, ha sostenuto la proposta del ministro della Difesa Serghei Shoigu di trasferire nel Dopnbass sistemi di difesa missilistica e armi anticarro Javelin e Stinger (di fabbricazione americana) sequestrati in Ucraina. Ha detto anche che i volontari che vorranno unirsi all'esercito "saranno i benvenuti": per il ministro ci sarebbero oltre 16mila volontari nei Paesi mediorientali pronti ad andare a combattere con i separatisti filorussi. "Devi incontrarli a metà strada e aiutarli a spostarsi verso le zone di combattimento", ha detto Putin. Il ministro della Difesa russo, ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sta rispondendo direttamente "a cittadini siriani e di altri Paesi" mediorientali.

Secondo fonti ucraine, non confermate da osservatori indipendenti, reparti di forze paramilitari cecene "kadyroviti" stanziate in direzione di Kyiev, Irpin, Gostomel, Bucha bloccano l'arretramento dell'esercito russo, demoralizzato, che sta evitando lo scontro con le forze armate ucraine.

Mosca limita Instagram: «Istiga all'odio»

L'ufficio del procuratore generale russo chiede che Meta, la società che detiene Facebook, Instagram e WhatsApp, venga riconosciuta come organizzazione estremista, che come tale verrebbe messa al bando. Lo riferisce la Tass. La decisione arriva dopo che Facebook e Instagram hanno deciso di togliere la censura ai post contro la Russia. "Quello che Meta sta facendo è chiamato 'incitamento all'odio razziale' che nella legislazione russa si qualifica come estremismo", ha detto il vicecapo del Comitato russo sulle tecnologie e le comunicazioni, Anton Gorelkin. "Credo che tutti i servizi Meta saranno presto bloccati nel territorio della Federazione Russa", ha detto Sergei Boyarsky, primo vicepresidente del Comitato della Duma di Stato per la politica dell'informazione. Sono tanti i russi che stanno lasciando Instagram, subito dopo l'annuncio di Mosca di limitare l'accesso al social network.

"Alla luce dell'invasione dell'Ucraina attualmente in corso - si legge in un comunicato di Meta -, abbiamo deciso di fare temporaneamente un'eccezione permettendo alle persone colpite da questa guerra di esprimere sentimenti nei confronti delle forze armate invasori come 'morte agli invasori russi'". "Si tratta di misure temporanee per difendere la libertà di espressione delle persone che stanno affrontando questa situazione. Come di consueto, stiamo vietando gli appelli alla violenza contro i russi al di fuori dello stretto contesto dell'invasione in corso" precisa Meta.

Anche YouTube ha fatto un passo, decidendo di rimuovere i contenuti sull'invasione russa in Ucraina che negano o banalizzano "eventi di ben documentata violenza", spiega il portavoce della società Farshad Shadloo. Così, ha aggiunto, "con effetto immediato e a livello globale bloccheremo anche i canali YouTube associati ai media russi finanziati dallo Stato". Bloccati anche i canali YouTube in tutta Europa di Russia Today e Sputnik".

Bombardamenti anche sull'ovest e nel centro: Lutsk e Dnipro

Dopo il sostanziale fallimento dell'incontro tra i ministri degli Esteri di Mosca e di Kiev ieri in Turchia (IL PUNTO SULLA GIORNATA di Andrea Lavazza), si chiudono gli spiragli di una tregua. Tv e media ucraini riferiscono di esplosioni a Lutsk, nord-ovest del Paese, così come a Dnipro sul fiume Dnepr, nella parte centro-orientale. A Lutsk le esplosioni sono avvenute vicino all'aeroporto, il sindaco ha invitato i cittadini a mettersi al riparo. A Dnipro, i media parlano di tre esplosioni, di cui una avrebbe colpito una fabbrica di scarpe. Le altre due vicino ad un asilo nido e ad un condominio, secondo i rapporti diffusi dalla Bbc. Una persona è rimasta uccisa. Missili e cannonate segnalati anche a Ivano-Frankivsk, nel sud-ovest, un centinaio di chilometri a sud di Leopoli. Da Mosca arriva la conferma, si tratta di bombardamenti di lungo raggio ed alta precisione contro altrettanti piccoli aeroporti. Su un altro fronte, invece, le autorità ucraine hanno denunciato che un raid russo ha colpito l'istituto di fisica e tecnologia di Kharkiv, sede di un reattore nucleare sperimentale.

Vigili del fuoco in azione dopo un bombardamento a Dnipro, nell'Ucraina centro-orientale - Reuters / Press service of the State Emergency Service of Ukraine

Continua l'avvicinamento verso Kiev: la Difesa americana registra un ulteriore progresso dei militari di circa 5 chilometri, e le immagini satellitari mostrano che il convoglio di mezzi lungo 60 chilometri che si muoveva verso la capitale si è ridistribuito in aree circostanti. "La Russia sta ripristinando e riposizionando le sue forze in campo per una nuova offensiva nei prossimi giorni. Questo probabilmente includerà anche operazioni contro la capitale Kiev", scrive su Twitter il servizio di intelligence del ministero della Difesa britannico.

Le milizie filorusse del Donbass rivendicano di avere conquistato Volnovakha, cittadina strategica a nord della città assediata di Mariupol: lo afferma il ministero della Difesa russo, citato dalla Bbc.

A Mariupol assediata «1.200 corpi rimossi dalle strade»

Resta intanto il dramma delle città assediate, a Mariupol il vicesindaco ha riferito che oltre 1.200 corpi sono stati rimossi dalle strade e si è iniziato a seppellirli nelle fosse comuni. Da Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato i russi di aver sferrato un attacco sul corridoio umanitario della città del sud. E il ministero della Difesa ucraino - scrive la Bbc, aggiungendo di non avere modo di verificare l'affermazione - afferma di avere notizia che i russi starebbero obbligando prigionieri di guerra a combattere per loro nella regione russa di confine a Rostov, e che ci sono segnalazioni di civili rapinati e perfino assassinati dalle forze armate russe, in violazione di qualsiasi legge internazionale.

Nell'immagine del satellite Maxar del 10 marzo, la colonna di fumo nero che si leva dagli incendi in un'area industriale nella zona sud di Chernihiv - Ansa / Afp photo / Satellite image ©2022 Maxar Technologies

Mosca chiede il Consiglio di Sicurezza Onu: «Armi chimiche Usa»

Da Mosca invece arriva l'accusa agli Stati Uniti di svolgere "attività biologiche militari in Ucraina", con la richiesta di convocare oggi la riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Zelensky replica negando che nel suo Paese si fabbrichino armi chimiche e dicendosi preoccupato che si tratti di un pretesto per condurre attacchi con armi proibite: "Se vuoi conoscere i piani della Russia, guarda cosa la Russia accusa gli altri di pianificare", dice.

Sull'altro fronte, l'Alto commissario per i diritti umani conferma di aver ricevuto "notizie credibili" sull'uso da parte delle forze russe di bombe a grappolo anche in aree abitate. La sottosegretaria dell'Onu per gli affari politici, Rosemary DiCarlo, ha aggiunto parlando al Consiglio di Sicurezza che "attacchi indiscriminati, compreso l'uso di bombe a grappolo sono proibiti dalla legge internazionale umanitaria, attacchi diretti contro i civili e obiettivi civili, come i bombardamenti aerei di città e villaggi sono proibiti dalle leggi internazionali e possono essere crimini di guerra".

Sanzioni sempre più dure. La Bielorussia rischia il default

Sul fronte economico, l'Occidente punta ad isolare sempre di più la Russia, con gli Usa capofila, che toglieranno tutti i privilegi commerciali a Mosca. Il presidente Biden, parlando alla nazione, ha annunciato che gli Usa e i suoi alleati del G7 e dell'Ue
revocheranno lo status di "nazione più favorita" alla Russia. In altre parole, ha spiegato Biden, revocando questo status, "poniamo fine alle normali relazioni commerciali con la Russia, per la quale sarà più difficile proseguire il business con gli Stati Uniti. E prendere questa misura insieme con gli altri Paesi che rappresentano la metà dell'economia globale significa che per la Russia sarà un altro colpo durissimo alla sua economia, che già soffre molto per le sanzioni che abbiamo varato". La misura dovrà essere approvata dal Congresso.

Via libera del Senato americano, intanto, allo stanziamento di 13,6 miliardi di dollari per l'Ucraina. Pronti a nuove sanzioni anche i leader europei riuniti a Versailles: hanno chiesto alla Russia di fermare le operazioni militari, garantire gli accessi umanitari e la sicurezza delle centrali nucleari. Più interlocutoria, invece, la posizione sulla richiesta di adesione alla Ue presentata da Kiev. Boccia invece le sanzioni Pechino, secondo cui sono un "danno per la ripresa mondiale".

A causa della guerra e delle sanzioni si indebolisce il profilo di credito della Bielorussia, con Moody's che ne taglia di quattro livelli il rating, Ba3 a Ca, ultimo gradino prima del default, con outlook negativo.

Il Cremlino invece nega che esistano le condizioni per un default, la bancarotta dello Stato. Il portavoce Dmitry Peskov ai giornalisti: "Abbiamo già sentito le dichiarazioni dei nostri capi dei dipartimenti finanziari, il ministero delle Finanze e così via, sulla prontezza e disponibilità del margine di sicurezza necessario per pagare tutti i debiti esterni in rubli. In realtà, non ci sono condizioni per un default come tale, a meno che non siano create e imputate artificialmente a noi". La Banca centrale russa mantiene ferme le negoziazioni di azioni alla Borsa di Mosca, con eccezioni limitate. L'indice Moex è stato sospeso per dieci sessioni consecutive, la serie più lunga nella storia moderna del Paese.

ECONOMIA Cosa può succedere (anche in Italia) con il default della Russia di Pietro Saccò

L'Aiea vuole ispezionare le centrali nucleari

Intanto resta l'allarme internazionale per lo stato delle centrali nucleari. L'Aiea ha annunciato ispezioni, dopo che Kiev ha fatto sapere di aver perso le comunicazioni con Chernobyl. L'agenzia internazionale per l'energia atomica non è ancora stata in grado di confermare i rapporti secondo cui le linee elettriche della centrale sarebbero state riparate, il giorno dopo la perdita degli alimentatori esterni.