Sgomberi, il governo accelera: «Difendiamo i cittadini onesti»
di Antonio Fera
«Per troppo tempo chi affittava è rimasto senza tutele». La premier rivendica la stretta su occupazioni e morosità, con procedure più rapide per il recupero degli immobili

Accelerare i tempi degli sfratti, rafforzare la tutela della proprietà privata e, nelle intenzioni dell’esecutivo, contribuire a rimettere in circolo gli immobili oggi sottratti al mercato degli affitti. Per Giorgia Meloni l’approvazione del ddl sgomberi è l’occasione per rivendicare una svolta: «Per troppo tempo chi metteva in affitto una casa è rimasto senza tutele», scrive sui social. Il provvedimento si inserisce nel più ampio Piano casa del Governo e punta a incidere su uno dei nodi strutturali del mercato immobiliare italiano: la lentezza delle procedure di rilascio degli immobili e la difficoltà, per i proprietari, di rientrare in possesso delle abitazioni in caso di occupazioni abusive o morosità prolungata. Secondo la presidente del Consiglio, proprio questa incertezza avrebbe spinto molti a ritirarsi dal mercato, contribuendo alla riduzione dell’offerta e alla crescita dei canoni. «Una Nazione seria difende i cittadini onesti», sottolinea Meloni, richiamando la necessità di tutelare sia chi paga regolarmente l’affitto sia chi mette a disposizione un immobile nel rispetto delle regole.
Procedure più rapide e nuove sanzioni: cosa cambia
Il cuore della riforma è l’introduzione dell’«ingiunzione di rilascio per finita locazione», che sostituisce la tradizionale convalida di sfratto. Una procedura che mira a comprimere sensibilmente i tempi: il locatore potrà attivarsi prima della scadenza del contratto e ottenere un provvedimento entro quindici giorni, senza dilazioni. Nei casi in cui il contratto sia già scaduto, il giudice fisserà il rilascio dell’immobile in un arco temporale compreso tra i 30 e i 60 giorni. Elemento di novità è anche il meccanismo sanzionatorio: in caso di mancata liberazione dell’immobile nei tempi stabiliti, scatterà una penalità pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo, con una funzione esplicitamente deterrente nei confronti di comportamenti ostruzionistici.
Parallelamente, il governo interviene sul fronte della morosità. Le possibilità di sanatoria vengono ridotte da tre a due nell’arco di quattro anni, mentre si accorciano i tempi concessi dal giudice in presenza di comprovate difficoltà economiche: da 90 a 45 giorni. Una stretta che l’esecutivo considera necessaria per riequilibrare il rapporto tra locatori e inquilini. Il provvedimento è stato accolto con favore dalle associazioni dei proprietari. Confedilizia parla di un passaggio decisivo per «restituire fiducia» e incentivare l’offerta abitativa, mentre restano aperte le preoccupazioni per l’impatto sulle fasce più fragili.
L’iniziativa di Fratelli d’Italia
Il tema sarà al centro anche di un’iniziativa promossa da Fratelli d’Italia alla Camera: il 6 maggio, nella Sala Tatarella, è in programma una conferenza stampa dedicata alle proposte del partito sulla casa. Interverranno, tra gli altri, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, il responsabile del programma Francesco Filini e la prima firmataria della proposta di legge, Alice Buonguerrieri.
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