Iran attacca tre navi Usa a Hormuz, Trump minaccia ritorsioni

Washington ha colpito «installazioni militari iraniane» in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi. Il tycoon: «Firmino intesa in fretta»
May 8, 2026
È cresciuta stanotte la tensione attorno allo stretto di Hormuz. L'esercito statunitense ha colpito «installazioni militari iraniane» in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l'attraversamento dello Stretto verso il golfo dell'Oman. Secondo il Comando statunitense per il Medio Oriente, le forze Usa hanno intercettato «attacchi iraniani non provocati» composti da missili e droni, rispondendo con «attacchi difensivi» che hanno preso di mira siti di lancio e infrastrutture responsabili dell'offensiva. Sulla vicenda è intervenuto Donald Trump, che ha esortato Teheran a firmare un accordo «rapidamente», minacciando ritorsioni: «In futuro li colpiremo molto più duramente e con molta più violenza se non firmeranno l'accordo, e in fretta!».
Di contro, il comando militare iraniano Khatam Al-Anbiya ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco colpendo una petroliera e un'altra imbarcazione, oltre a condurre raid nell'Iran meridionale «in collaborazione con altri Paesi della regione». Teheran ha sostenuto di aver reagito infliggendo «danni significativi» alle navi americane. Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo (Bahrein, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait) hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu una risoluzione contro l'Iran per l'ostruzione della navigazione a Hormuz.«È in gioco la libertà di navigazione», ha dichiarato l'ambasciatore Usa Mike Waltz, nonostante il rischio di un veto russo sulla bozza. Parallelamente, Washington ha annunciato sanzioni contro il viceministro del petrolio iracheno, Ali Maarij al-Bahadli, accusato di aver dirottato greggio verso l'Iran, e ha chiesto l'immediato rilascio del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, in gravi condizioni nelle carceri iraniane. Resta alta la tensione anche in Libano, dove raid israeliani hanno causato almeno 12 morti nel sud del Paese; colloqui tra Libano e Israele sono previsti a Washington per il 14 e 15 maggio.

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