Il tribunale di Trapani: illegittimo il fermo della Mare Jonio

I giudici si sono pronunciati sul caso della nave di Mediterranea fermata e sanzionata nell'ottobre 2023 sulla base del decreto Piantedosi
April 3, 2026
Il tribunale di Trapani ha pronunciato la sentenza per il caso del soccorso effettuato dalla nave Mare Jonio, di Mediterranea Saving Humans, il 16 ottobre 2023: sono state definitivamente annullate le sanzioni, quindi il fermo amministrativo della nave per venti giorni e multa di oltre 3 mila euro, applicate sulla base del decreto legge Piantedosi. Il ministero dell'Interno è stato anche condannato al pagamento delle spese legali. Le motivazioni sono state considerate dal tribunale di Trapani del tutto illegittime. Il caso fa riferimento a quanto accadde quel giorno, quando dopo una segnalazione ricevuta dall'aereo civile di osservazione SeaBird 2 di Sea-Watch, la Mare Jonio aveva salvato 69 persone che viaggiavano a bordo di un gommone in avaria nelle acque Sar libiche.
«In quella occasione, grazie alla segnalazione ricevuta dall'aereo civile di osservazione SeaBird 2 di Sea-Watch, eravamo intervenuti su un gommone in pericolo in zona Sar sotto controllo della Libia, che si trovava con "motore in avaria, i tubolari già parzialmente sgonfi e danneggiati, con una grave situazione di sovraffollamento a bordo (con donne e bambini tutti privi di dispositivi individuali di salvataggio) e con una persona già finita in acqua e a rischio annegamento" - spiega Mediterranea -  con l'immediato intervento del nostro rescue team, riuscivamo a soccorrere a bordo della Mare Jonio tutte le 69 persone naufraghe, in gran parte famiglie provenienti da Sudan e Sud Sudan con diverse donne e bambini, tra cui un neonato, sbarcate il giorno successivo a Trapani. Si è trattato del primo caso di applicazione del DL Piantedosi alla Mare Jonio, con la motivazione che la nave di Mediterranea non si era sottoposta al "coordinamento delle -Autorità Libiche" e non aveva chiesto agli stessi libici l' "assegnazione del porto di sbarco"».
 Nella sentenza si legge che «viene espressamente e chiaramente escluso che la Libia, paese che non ha mai ratificato la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, soddisfi i criteri per essere designata come luogo sicuro ai fini dello sbarco». 

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