Giuli su docufilm Regeni: «Non è responsabilità del Mic»

di Redazione romana
Il ministro della Cultura risponde all'interrogazione dem durante il question time alla Camera: «Non condivido, ma non è stata una decisione politica»
April 8, 2026
Giuli su docufilm Regeni: «Non è responsabilità del Mic»
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante il question time alla Camera, Roma, 8 aprile 2026 / ANSA
«Non condivido né sul piano ideale né sul piano morale la scelta sul docufilm su Giulio Regeni. Ma non è stata una decisione politica». Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione presentata dal Pd. L'intervento arriva dopo giorni di polemiche suscitate dal rifiuto, da parte della Commissione per i contributi selettivi, di concedere i finanziamenti statali al documentario sulla storia di Giulio Regeni - il dottorando italiano rapito e ucciso in Egitto nel 2016 - e culminate nelle dimissioni di due commissari, Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti, per «incompatibilità ambientale».
Giuli ha spiegato che «il ministero della Cultura, per legge, non esercita e non può esercitare alcuna influenza sulla Commissione, né a monte nella formazione di giudizi né a valle rispetto agli esiti delle valutazioni», e che non si può quindi «attribuire al ministero una volontà di censura e di condizionamento politico». A riprova di ciò, il ministro ha poi sottolineato che il progetto era stato valutato in due annualità e da sezioni diverse della Commissione, questo a conferma del fatto che «ci troviamo di fronte a un giudizio tecnico reiterato nel tempo». Sulle conseguenze delle dimissioni dei due commissari Giuli ha poi detto ai cronisti: «Conoscete la legge, l'ha apparecchiata Franceschini molti anni fa... Non ho poteri se non quello di esprimere la mia opinione».
Il ministro ha infine ribadito la sua vicinanza ai genitori di Regeni: «La famiglia è nel mio cuore dal giorno in cui si è consumata la tragica vicenda», ha detto, e a chi gli chiedeva se li avesse contattati: «Posso sentirli - ha risposto - ma se lo faccio non lo dirò». Prima di lasciare Montecitorio, il ministro si è fermato nel cortile della Camera a salutare la segretaria del Pd, Elly Schlein, prima firmataria dell'interrogazione dem sulla bocciatura del docufilm. 

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