Dodici morti negli attacchi israeliani in Libano
di Redazione
Almeno dieci persone sono rimaste uccise nella valle della Bekaa e altre due nel campo profughi palestinese Ain al-Hilweh, vicino a Sidone

Almeno dieci persone sono rimaste uccise in Libano nella valle della Bekaa e altre due nel campo profughi palestinese Ain al-Hilweh vicino Sidone in attacchi israeliani sferrati la notte scorsa e ieri mattina. A darne notizia è stato il ministero della Salute palestinese, citato da SkyNews. Hezbollah ha confermato la morte dell'esponente di spicco del movimento Hussein Yaghi la notte scorsa negli attacchi della Bekaa. Anche ventiquattro persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite nell'attacco. In un post su X le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver colpito centri di comando di Hezbollah "utilizzati per portare avanti attacchi terroristici contro le truppe dell'IDF e Israele, nella zona di Baalbek in Libano. All'interno dei centri di comando, armi e fondi utilizzati da Hezbollah venivano immagazzinati, costituendo una violazione degli accordi". Quanto al raid della mattina, l'Idf ha annunciato di aver colpito un centro di comando di Hamas, "da cui operavano i terroristi, nella zona di Ain al-Hilweh, nel Libano meridionale".
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato i raid aerei israeliani definendoli "un atto ostile", "un tentativo di vanificare gli sforzi e le iniziative diplomatiche che il Libano sta compiendo con i suoi paesi fratelli e amici, guidati dagli Stati Uniti d'America, per consolidare la stabilità e porre fine alle ostilità israeliane contro il Libano". Questi raid "rappresentano una nuova violazione della sovranità del Libano e una chiara violazione degli obblighi internazionali, e riflettono anche una negazione della volontà della comunità internazionale, in particolare delle risoluzioni delle Nazioni Unite che chiedono il pieno rispetto della Risoluzione 1701 e la sua attuazione in tutti i suoi aspetti", afferma nella dichiarazione citata dal Times of Israel. Aoun invita la comunità internazionale "ad assumersi le proprie responsabilità per fermare immediatamente gli attacchi e a fare pressione affinché vengano rispettate le risoluzioni internazionali, per preservare la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale del Libano ed evitare un'ulteriore escalation e tensione nella regione".
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