Certificati anti-Cpr, Gip: «Gravi condotte antigiuridiche»

La Gip ravennate Lipovscek ha disposto l'interdizione dalla professione per 10 mesi a tre degli 8 medici indagati nell'inchiesta sui certificati anti-rimpatrio
March 17, 2026
La Gip Federica Lipovscek del Tribunale di Ravenna ha disposto l'interdizione dalla professione medica per dieci mesi per tre degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sui certificati anti-rimpatrio. Per gli altri cinque indagati, sempre del reparto delle Malattie Infettive dell'ospedale di Ravenna (più di recente una dottoressa è passata a Forlì), è scattato, anche qui per dieci mesi, il divieto di occuparsi dei certificati per l'idoneità ai Cpr, centri di permanenza per i rimpatri. I medici erano stati indagati per falso ideologico per aver certificato la non idoneità al trasferimento in un Centro di permanenza per il rimpatrio di persone straniere su cui pendeva un decreto di espulsione.
I medici per cui è stata decisa l'interdizione dalla professione per dieci mesi a Ravenna, secondo la Gip, «pur di affermare e perseguire la propria ideologia», hanno disatteso il parere di colleghi in materie su cui questi ultimi avevano specializzazioni, come gli psichiatri. Lipovscek ha specificato che è questo l'elemento rilevante nella valutazione delle esigenze cautelari per i tre indagati che hanno in contestazione un maggior numero di falsi nelle certificazioni anti-Cpr e per i quali è stata osservata una particolare intensità dell'elemento soggettivo, cioè del dolo. Il motivo alla base della misura cautelare, secondo il giudice, non è quindi l'adesione a idee politiche, ma il fatto che la condivisione delle stesse si sia tradotta in «gravi comportamenti antigiuridici» e in contrasto con le regole deontologiche.

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