lunedì 11 agosto 2014
Il premier uscente è il vincitore delle prime elezioni presidenziali a suffragio universale diretto. Ma non è stato un trionfo. Più vicina la repubblica presidenziale.
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I risultati pressocché definitivi confermano la vittoria del premier uscente Recep Tayyip Erdogan nelle presidenziali di domenica in Turchia, le prime a suffragio universale diretto. Non è stato tuttavia un vero e proprio trionfo: con lo spoglio delle schede quasi completato per intero, Erdogan è accreditato del 51,74 per cento delle preferenze.Il 38,46 per cento è andato all'indipendente Ekmeleddin Ihsanoglu, espressione dell'opposizione secolaristica, mentre ha raccolto il 9,8 per cento l'esordiente Selahattin Demirtas, rappresentante della minoranza curda. L'affluenza alle urne è stata pari al 73,68 per cento: in sé piuttosto elevata, ma con un drastico calo rispetto alle amministrative dello scorso marzo, quando la partecipazione fu invece dell'89 per cento.La Borsa turca è positiva e il partito al potere ha iniziato a lavorare sulla struttura del nuovo governo. Con la vittoria alle urne, che gli investitori considerano un segnale di continuità, Erdogan è un passo più vicino al suo sogno di una alla repubblica presidenziale, mentre i suoi oppositori temono che il risultato sia un governo sempre più autoritario. L'attenzione ora è puntata sulla nomina del nuovo primo ministro e del team che gestirà l'economia. Nelle prossime settimane, Erdogan - che si insedia il 28 agosto - presiederà per l'ultima volta la riunione del partito Ak da lui fondato e supervisionerà la scelta del suo successore. "Oggi è un nuovo giorno, una pietra miliare per la Turchia, la rinascita dalle sue ceneri", ha detto domenica sera Erdogan ad Ankara.
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