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Cronaca
IL PERSONAGGIO
D'Eusanio, quando era il simbolo della tv trash
 
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Il curriculum di Alda D’Eusanio è costellato di exploit televisivi a dir poco discutibili. In particolare ai tempi della sua conduzione su Raidue del talk show «Al posto tuo», spesso bollato come trash e accusato di violazione del Codice tv e minori. Ne invocò la chiusura  Michele Bonatesta, allora membro della Commissione di Vigilanza Rai, riferendosi a un’occasione in cui nel programma un bambino di dieci anni aveva dovuto scegliere il nuovo partner della madre.

La conduttrice si è sempre difesa dicendo che lei non era autrice del programma, ma, perlomeno, era lei a scegliere come vestirsi quando si presentò in tv con una maglietta recitante: «Dalla: non è un cantante, è un consiglio».

Frase che scatenò polemiche e aspre critiche, come pure il "regalo" di un pacchetto di hashish in diretta alla conduttrice da parte di Marco Pannella che voleva farsi arrestare. Non andò meglio con il suo esordio nella prima serata su Raiuno: il suo «Punto e a capo» nel 2003 venne chiuso dopo una sola puntata. Il flop di ascolti non aveva infatti premiato un programma che parlava di torti e rivincite, fra lacrime e presunte verità: come nel caso dei bambini morti nel crollo della scuola di San Giuliano di Puglia causa terremoto. Una puntata dal tono totalmente squilibrato, ospite il sindaco della cittadina inchiodato a gravissime responsabilità. I telespettatori, quella volta, scelsero saggiamente col telecomando.
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