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Anno giudiziario
Così in Vaticano si vigila sul riciclaggio
 
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Continuano in Vaticano le operazioni finanziarie al limite della regolarità. Nella relazione del promotore di Giustizia vaticano per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario, emerge che nel 2015 l'Autorità di informazione finanziaria ha fatto 350 segnalazioni di attività sospette adottando una serie di provvedimenti di sequestro cautelare di somme per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro.

All'Ufficio del promotore sono stati trasmessi "7 rapporti, a carico di 9
soggetti persone fisiche; per la maggior parte le ipotesi di reato presupposto hanno riguardato potenziali casi di frode ed evasione o elusione fiscale. Tali segnalazioni, accompagnate dalla documentazione di supporto per la più gran parte in relazione a fattispecie di riciclaggio, hanno determinato l'adozione, da parte del promotore di Giustizia, di una serie di provvedimenti di sequestro cautelare di somme per un valore complessivo superiore a 11 milioni di euro".

Secondo il pg Gianpiero Milano, in Vaticano è stato raggiunto "un alto livello di operatività" in politiche di prevenzione del riciclaggio e in altre attività di vigilanza. "Nel corso del 2015 - ha spiegato - l'Autorità di informazione finanziaria (A.I.F.) ha ricevuto circa 350 segnalazioni di attività sospette. Significativo è stato anche lo scambio di informazioni con istituzioni di altri Paesi". Tali segnalazioni hanno portato "ad una serie di provvedimenti di sequestro cautelare di somme per un valore complessivo superiore ad 11 milioni di euro".

La relazione del Promotore di Giustizia, l'avvocato Gian Piero Milano, ha sostenuto che le riforme avviate da Papa Francesco incidono profondamente sulla vita interna dello Stato Vaticano, sulla sua attività normativa, giurisdizionale ed amministrativa. "Le nuove norme - ha affermato Milano - hanno effetto anche sul piano dei rapporti con gli altri ordinamenti, ai quali la Chiesa e le sue espressioni istituzionali possono offrire un contributo peculiare e significativo".

In particolare Milano ha voluto sottolineare che "la Santa Sede condivide le istanze più urgenti della comunità internazionale, in particolare la tutela dei mercati finanziari e il contrasto al riciclaggio dei proventi di attività criminose e al finanziamento del terrorismo". La Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano si sono anche "impegnati ad adottare una serie di misure di adeguamento e recezione di specifiche norme dell'Unione Europea".

Adeguamento agli standard europei per materie economiche e finanziarie Il processo di assimilazione delle regole europee in materia economico-finanziaria ha determinato "la graduale integrazione nell'ordinamento comunitario" e il "disancoramento" in tale materia dalla legislazione italiana. È quanto avvenuto, in modo emblematico, "per il reato di riciclaggio". Con l'acquisizione degli assetti normativi di matrice comunitaria - si osserva nella relazione - i confini virtuali dello Stato
Vaticano si sono dilatati da enclave d'Italia ad enclave d'Europa.

L'azione di ammodernamento - ha continuato il promotore di Giustizia - ha riguardato soprattutto "il settore della regolamentazione del sistema
finanziario". In questo ambito l'ordinamento vaticano è ormai alla pari con quello europeo. Sono state introdotte varie disposizioni "volte a tutelare e ad incrementare la trasparenza, l'integrità e la stabilità del mercato". Il fulcro del sistema è costituito dalla "adeguata verifica" che devono svolgere gli operatori finanziari o professionali.

Lodando l'impegno della Gendarmeria, il Promotore di Giustizia si è soffermato sui controlli sul trasporto transfrontaliero di denaro contante hanno portato ad una media di 30 verifiche al giorno per un totale di 11 mila all'anno. Più in generale, nel corso del 2015 sono stati disposti 8 arresti e 53 fermi. Le denunce di furto sono state 58. Sono state elevate 88 contravvenzioni. Sono stati accertati 64 incidenti stradali.
Sono inoltre stati 3 i tentativi di truffa.

Crimini informatici
Tra le attività della polizia giudiziaria rientrano le azioni di contrasto dei crimini informatici. Sono stati oscurati siti web con contenuti diffamatori dello Stato del Vaticano e della Santa Sede. Sono stati chiusi account di posta elettronica "per reati di truffa, ovvero di furto di identità virtuale". In questa materia, in particolare, emerge "il ruolo strategico
della cooperazione sia a livello interno sia soprattutto in ambito internazionale tra omologhe istituzioni operanti nei vari Stati".

Nel corso dell'anno giudiziario - ha affermato infine Milano nella sua relazione - si è registrato "un significativo incremento del carico giudiziale". In particolare, il giudice unico, in materia civile, ha avviato una procedura "per constatazione e prelievo di documenti". Ha inoltre apposto 250 vidimazioni sui registri matrimoniali, 112 sui registri di cittadinanza, 6 in quelli di residenza e 14 nei registri dei decessi. In sede penale, ha esaminato 2 segnalazioni di infortunio avvenuti nella Città del Vaticano.
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