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Furto documenti in Vaticano, al via il processo
 
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Si è aperto il processo per il furto dei documenti in Vaticano. 

Chi sono gli imputati 

Sul banco degli imputati del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano siederanno lo spagnolo, monsignore Angel Lucio Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio, la pr Francesca Chaouqui e i due giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. 

 

I capi d'imputazione

Secondo la richiesta di rinvio a giudizio, Vallejo Balda, Chaouqui e Maio sono accusati di aver formato «un sodalizio criminale organizzato» allo scopo di commettere «più delitti di divulgazione di notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato». 

Mentre tutti e cinque, per l’accusa, «in concorso tra loro» si sono «illegittimamente procurati» e hanno «rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato». In particolare Vallejo Balda, Chaouqui e Maio si sarebbero procurati «tali notizie e documenti nell’ambito dei loro rispettivi incarichi nella Prefettura per gli affari economici e nella Cosea», mentre Fittipaldi e Nuzzi avrebbero esercitato pressioni, soprattutto su Vallejo Balda, «per ottenere documenti e notizie riservati, che poi in parte hanno utilizzato per la redazione» dei loro libri, rispettivamente “Avarizia” e “Via Crucis”.

Chi sono i giudici e come si svolgerà il processo

Il collegio giudicante è composto dal professor Giuseppe Dalla Torre, i giudici Piero Antonio Bonnet e Paolo Papanti-Pelletier e il giudice supplente Venerando Marano. Il Decreto fissa al giorno 28 novembre 2015, alle ore 12.30, il termine per proporre le prove a difesa, mentre si riserva a successivo provvedimento la citazione dei testi.

Le reazioni di solidarietà verso i giornalisti

Intanto la rappresentante dell’Osce per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, ha chiesto alle autorità vaticane di ritirare le accuse penali nei confronti dei due giornalisti. Solidarietà nei loro confronti è stata espressa («hanno fatto il loro dovere») dal segretario della Fnsi Lorusso, mentre l’Ordine dei Giornalisti, con comunicato del Comitato Esecutivo, «ricorda che i suoi iscritti attenendosi alla verità sostanziale dei fatti devono dare notizie e non essere custodi dei segreti».

I precedenti casi di detenzione in Vaticano

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