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A Baggio il presepe dei record
Enrico Lenzi
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Da oltre mezzo secolo il presepe biblico di Baggio rappresenta un appuntamento natalizio atteso da migliaia di persone. Sono quasi sessantamila quelle che lo hanno visitato nei locali sotto la parrocchia di Sant’Apollinare (piazza Sant’Apollinare, nella periferia ovest di Milano) negli ultimi quattro anni. Aperto per tutte le domeniche di dicembre e per l’intero periodo natalizio, il presepe biblico quest’anno prolungherà la sua apertura fino a domenica 10 dalle 15 alle 18.30.


Nato negli anni Sessanta grazie all’intuizione e all’opera di Egidio Negrini, dipendente della Borletti e figura molto attiva nella comunità parrocchiale, questo presepe va ben oltre la sola rappresentazione della Natività, che è la scena centrale dell’intera opera, oggi portata avanti da un gruppo di volontari che tra l’altro negli anni Novanta ne ha curato una ristrutturazione. Un presepe biblico, perché la narrazione racconti gli eventi più importanti della storia della Salvezza. Un’intuizione, quella di Negrini, sorta dopo aver partecipato negli anni Sessanta ad esercizi spirituali guidati da un giovane gesuita, padre Carlo Maria Martini, che un decennio dopo diventerà l’arcivescovo di Milano.


Realizzato su un’area di 350 metri quadrati, il presepe biblico di Baggio comprende 43 scene (nella precedente versione si era arrivati anche a 54 scene, ridotte anche per consentire la messa a norma dell’impianto elettrico), che vanno dalla creazione del mondo al mandato degli Apostoli nel mondo per predicare il Vangelo. Completamente rinnovato nella struttura per renderlo adeguato alle norme di sicurezza, il presepe biblico ha però mantenuto lo spirito e lo stile che Negrini (nel frattempo deceduto nel 1991) aveva dato alla prima versione del presepe.


Molte scene, infatti, sono rimaste invariate, con la cura nei particolari e nella attenta ricostruzione di ambienti e strutture presenti in Terra Santa. Una narrazione che colpisce sempre il visitatore, che accompagnato passo dopo passo può "rileggere" l’Antico e il Nuovo Testamento attraverso queste raffigurazioni, alcune anche di grande dimensione, a cominciare dalla Natività, che da sola si estende su circa 45 metri quadrati con una sequenza di fasi dalla durata complessiva di quattro minuti: una ricostruzione della narrazione evangelica della nascita di Gesù, dalla ricerca di un giaciglio per Maria prossima al parto all’arrivo dei Magi.


Dunque ancora pochi giorni per poter ammirare quest’opera dal forte spirito religioso e capace di lasciare ammirati grandi e piccoli. L’ingresso è gratuito, perché, come spiegano i volontari che tengono in vita quest’opera, «il presepe biblico vuole essere uno strumento offerto per meditare il vero senso del Natale e avvicinare in modo originale alla figura di Gesù».
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