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Oppido Mamertina-Palmi
Dopo l’inchino tornano le processioni rinnovate
Raffaele Iaria
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​Una processione a Palmi in occasione della festa di Maria Santissima Immacolata

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Dal giorno di Pasqua nella diocesi di Oppido Mamertina-Palmi saranno ripristinate le processioni dopo due anni a seguito dell’inchino della statua della Madonna davanti all'abitazione di Beppe Mazzagatti, boss mafioso condannato all'ergastolo e messo ai domiciliari per motivi di salute.

Domenica prossima, infatti, sarà pubblicato il decreto, firmato dal vescovo Francesco Milito, dal titolo “Dalla Liberazione alla Comunione”, frutto di un lavoro di commissione nominata dal presule e di “un lungo iter redazionale maturato – spiega la diocesi - in una collegialità di interventi” e nello studio della commissione che continuerà, su volere di Milito a seguire l’applicazione delle norme e la recezione dei principi di base nelle singole comunità. Il testo è “ad experimentum per tre anni” fino alla Pasqua del 2019 per permettere il “radicamento e la maturazione di aspetti necessitanti una definitiva accoglienza e un efficace recupero”. 

Il documento si divide in due parti: la prima dedicata ai Principi teologici e liturgici, la seconda alle conseguenti Norme per la disciplina delle Feste e delle Processioni.

La parte iniziale del documento – spiega una nota della diocesi calabrese - vuole essere “una catechesi sul senso del sacro ricollocato all’interno di una riflessione principalmente cultuale e non solo culturale, con apertura al Mistero pasquale che inizia e porta a compimento le santità da esso derivanti e le conseguenti risposte ecclesiali, oltre che antropologiche, espresse nel pieno significato della festa”. “La Beata Vergine Maria e i Santi sono i frutti più turgidi e belli del Mistero Pasquale”: per questo, si legge nel documento, “ogni celebrazione in loro onore va impostata e vissuta con il timbro pasquale”.

Nella seconda parte le Norme alla preparazione dei membri dei Comitati festa e dei portatori che sono chiamati ad essere formati e consapevoli del “prezioso contributo che essi danno per il decoro e la crescita della comunità di appartenenza” nella misura in cui “si lasciano guidare dalle norme e dalle indicazioni della Chiesa” per comprendere che “il primo servizio è sapersi esaminare onestamente e farsi avanti con animo retto e coscienza pura” evitando “presenze improvvisate e pretendenti ruoli ai quali non si è debitamente preparati” fino ad arrivare a una vera e propria “spiritualità del portatore” che faccia maturare il proprio cammino di fede. Vengono, inoltre, esaminate, le Tipologie delle feste, la compilazione del Programma e lo Svolgimento delle processioni.

Due anni fa il vescovo Milito, sospendendo le processioni, in una lettera alla diocesi dal titolo “Un atto d'amore per la nostra Chiesa tra passato e futuro” scriveva che si trattava di un “convinto e preciso gesto di cautela, di invito alla riflessione e al silenzio, di cui in questo momento tutti abbiamo bisogno. Nessuno, pertanto, è autorizzato a vedervi un gesto di sfiducia o di giudizio verso coloro che alle processioni contribuiscono con dedizione e rettitudine. Il bene di tutti e la serenità degli animi richiedono a volte sacrifici immediati, seppure temporanei”.
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