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Spagna. «La discoteca del rogo non doveva essere aperta»

Anna Maria Brogi lunedì 2 ottobre 2023

Il luogo della strage

La Spagna è sotto choc dopo che 13 persone hanno perso la vita e 24 sono rimaste ferite nell'incendio che all'alba di domenica ha devastato tre discoteche contigue alla periferia di Murcia, un centro di 400mila abitanti del sud della Spagna.

Mentre si indaga sulle cause e si piangono i morti, sui media spagnoli oggi monta la polemica dopo che il Comune ha fatto sapere che a gennaio 2022 aveva emesso un'ordinanza di chiusura dei locali per una serie di irregolarità. I proprietari avevano fatto ricorso e le discoteche erano rimaste aperte senza autorizzazione. Ma anche senza alcun controllo. Infatti né l'attuale vicesindaco Antonio Navarro né il precedente assessore responsabile, Andrés Guerrero, hanno saputo spiegare perché non è stata fatta un'ispezione per verificare il rispetto dell'ordinanza. "È impossibile sapere se un locale è aperto o meno" ha detto il sindaco. In realtà l'account di Instagram del locale pubblicizzava i suoi tantissimi eventi pubblici.

L'ultimo messaggio: «Ti amo mamma, sto morendo»

Nel palasport dove le autorità hanno raccolto i parenti delle vittime assistiti da psicologi continua la triste procedura dei riconoscimenti attraverso il test del Dna. Il padre di una ragazza ha fatto ascoltare ai media il drammatico messaggio vocale inviato dalla figlia alle 6 di domenica: "Ti amo mamma, sto morendo", mentre in sottofondo si sentono urla e gente che chiede di accendere la luce. Come testimoniato da diversi sopravvissuti, la corrente era andata via mentre si avvicinavano le fiamme.

Nella Regione di Murcia oggi è il primo dei tre giorni di lutto decretati dal Governo locale: alle 12 si è osservato un minuto di silenzio nelle sedi delle principali istituzioni in omaggio alle vittime.

Il premier Pedro Sanchez sui social ha espresso il suo cordoglio alle vittime e alle loro famiglie.

Tra le macerie della Fonda Milagros de Atalayas e delle discoteche Teatre e Golden hanno lavorato tre squadre dei vigili del fuoco, per raffreddare l'area e puntellarla, assistite da agenti della polizia locale e nazionale. La polizia giudiziaria e scientifica potrebbe entrare presto, forse già oggi.

L'ipotesi corto circuito. E i video con bengala e razzi

La causa del disastro non è stata ancora accertata ma tutto lascia pensare a un cortocircuito: già nel 2009 uno dei locali travolti dalle fiamme, il Teatre, venne evacuato dopo che alcuni cavi elettrici della facciata avevano preso fuoco.

Tuttavia sui social sono stati diffusi diversi video, girati poco prima del rogo, che mostrano molti clienti con in mano dei bengala, quelli che si mettono sulle torte di compleanno o vicino alle bottiglie di champagne. In particolare, in un video postato dalla discoteca stessa sul proprio account Instagram si può vedere una delle feste organizzate dal locale in cui alcuni partecipanti tengono in mano questi piccoli razzi accesi mentre ballano al ritmo della musica. Nelle immagini si vedono almeno sei persone con i bengala in mano. E c'è chi ipotizza che siano stati questi a provocare la tragedia.

Dalle prime ricostruzioni pare che l'incendio sia partito dalla discoteca La Fonda, dove sono stati trovati la stragrande maggioranza dei corpi, e da lì, attraverso i condotti dell'aria condizionata condivisi dai tre locali che si trovano nello stesso edificio, sarebbe passato al Teatre. Pare che dal Teatre tutti siano riusciti a uscire. Invece nella Fonda Milagros le fiamme avrebbero raggiunto rapidamente il tetto che è crollato sul primo piano, senza lasciare scampo.

Intrappolati nei privé dove si tenevano le feste

"Ero con un'amica nel bagno. Da lì abbiamo sentito delle grida. E siamo uscite di corsa. C'era tanto fumo, buio, non si vedeva niente, ma per fortuna siamo riusciti a uscire" racconta la ventenne Adriana Caballero, che stava festeggiando il compleanno. Altri riferiscono delle difficoltà di scappare dalla discoteca, piena di corridoi: "Era come uscire da un labirinto, al buio, nel fumo".

Dagli inquirenti trapela che una decina dei 13 corpi sono stati trovati nei privé della Fonda, l'area al primo piano riservata alle feste private. Lì si stavano tenendo almeno due compleanni. Proprio in quella zona si erano riuniti gli amici e i parenti di Eric per la festa del suo trentesimo compleanno: una famiglia nicaraguense immigrata in Spagna 15 anni fa. Per scendere e uscire dal locale c'era solo una scala, e pare che la gran parte dei cadaveri siano stati ritrovati nella zona più lontana da questa scala. Altri testimoni riferiscono di non aver mai visto nel locale alcuna uscita di sicurezza segnalata.

Le indagini per stabilire eventuali responsabilità sono ancora all'inizio ed è troppo presto per sapere se le discoteche fossero o meno in regola con la normativa spagnola anti incendi, che è piuttosto severa.

I precedenti e la normativa sulla sicurezza

Non è la prima volta che la Spagna vive stragi simili: il più grave incendio in una discoteca risale al 17 dicembre 1983, quando le fiamme devastarono i locali dell'Alcalà 20, un locale di gran moda nel centro di Madrid. Quel disastro provocò 81 vittime e una bufera politica visto che le indagini dimostrarono che a rendere ancora più tragica la catastrofe erano stati un guasto all'impianto di illuminazione e una porta di sicurezza chiusa.

Dopo quell'incendio il Parlamento approvò un pacchetto di norme molto severe per la sicurezza nei locali. Ma nel 1990 le fiamme nella discoteca Flying di Saragozza uccisero ancora 43 persone.