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Londra. Marcia indietro dei giudici: la bambina cristiana torna a casa dalla nonna

Redazione Esteri giovedì 31 agosto 2017

Sono emerse zone d'ombra nella ricostruzione fatta dal Times nella vicenda della bimba cristiana di 5 anni data prima in affidamento a musulmani osservanti e poi riunita alla nonna. Il tribunale inglese dei minori di Londra aveva cambiato mercoledì 30 agosto la sua decisione: la bambina cristiana di 5 anni inizialmente lasciata in affido a una famiglia musulmana è stata riportata a casa e affidata alle cure della nonna.

Come riportava il Times in prima pagina nell'edizione del 30 agosto, è stata la giudice Khatun Sapnara, di religione musulmana, a prendere la decisione nell'interesse della bambina: "per il benessere della piccola è necessario - ha sottolineato la giudice nata a Sylhet, in Bangladesh e cresciuta in Gran Bretagna, - che torni a vivere con un suo familiare, la nonna, che possa garantirle una crescita sana e sicura, venendo incontro alle sue esigenze in termini di cultura e religione".

La vicenda della piccola era stata raccontata nei giorni scorsi sempre dal quotidiano britannico, che aveva riportato che la bimba, in lacrime, aveva raccontato che la mamma adottiva a cui era stata affidata dai servizi sociali della circoscrizione di Tower Hamlets, nella parte est di Londra, non parlava inglese. Secondo il racconto riportato dal Times la bambina era stata anche costretta a levarsi la catenina col crocifisso e incoraggiata a imparare l'arabo. Inoltre, seguendo i precetti musulmani, alla piccola erano stati vietati alcuni suoi cibi preferiti come il bacon o altri alimenti che contenevano carne di maiale.

In una nota del municipio di Tower Hamlets, viene smentito il fatto che la famiglia affidataria non parlasse la lingua inglese. Tower Hamlets ha respinto la versione del Times e accusato il giornale britannico di aver riportato dei fatti poco accurati, su un caso invece molto complesso. Inoltre, secondo diversi media del Regno Unito la nonna materna della piccola, alla quale è stata ora affidata la minore, è di religione musulmana e ora intenderebbe portare la nipote all'estero.


Il Times aveva sempre parlato di una bambina "bianca e inglese", oltre che cristiana, denunciando la decisione del municipio londinese di Tower Hamlets che l'aveva "costretta" a vivere presso due famiglie islamiche, "con un background molto diverso dal suo". In un documento del tribunale si legge che i nonni della bambina sono però di "origine musulmana ma non praticanti". Mentre la madre della piccola, emerge sempre dai documenti legali, aveva parlato di "retaggio cristiano" dei propri genitori. Il Times comunque ha insistito nel confermare la sua versione: "la bimba è figlia di cristiani ed è stata battezzata in chiesa".

Nell'articolo uscito sul Times il 30 agosto un funzionario dei servizi sociali della circoscrizione di Tower Hamlets a Londra aveva inoltre precisato che al momento dell'affido non c'erano altre famiglie disponibili, simili per cultura e religione a quella della bambina. Mentre il giudice Sapnara aveva voluto ribadire che la decisione di affidare la piccola alla nonna non è stata presa per il rilievo mediatico che ha avuto la vicenda, ma perché soltanto oggi sarebbero emersi con evidenza i veri bisogni della piccola.