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Afghanistan. I taleban: preso anche il Panshir. Uccisa poliziotta incinta

Redazione Internet lunedì 6 settembre 2021

Soldati taleban

È un Afghanistan molto vicino al caos e lontano dalla "sicurezza" e dall'"inclusività" promesse dal mullah (e probabile prossimo capo politico) Abdul Ghani Baradar quello mostrato dalle confuse notizie che filtrano dal Paese, dove resta incerta la situazione nella contesa Valle del Panshir mentre la macchina repressiva si è già messa in moto offuscando quel volto moderato che i nuovi padroni di Kabul stanno cercando di vendere al mondo. Ieri una poliziotta incinta di otto mesi è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco nella sua casa di fronte ai familiari, che accusano i taleban. E un nuovo decreto vieta le classi miste nelle università imponendo alle studentesse il niqab, il velo integrale. Sul nuovo governo regna l'incertezza: sicuri solo i nomi di Hibatullah Akhudzada come guida suprema e di Baradar, co-fondatore dei talebani, come capo politico, oltre a quelli del figlio del defunto mullah Omar, Mohammad Yakoob, e di Sher Mohammad Abbas Stanikzai, vice capo dell'ufficio politico di Doha.

Poliziotta incinta uccisa in casa

Desta allarme l'uccisione di una poliziotta nella provincia centrale di Ghor. La donna, che lavorava nella prigione locale ed era incinta di otto mesi, è stata freddata in casa di fronte ai suoi parenti da uomini che, secondo un testimone, parlavano arabo e non pashtu. I familiari della vittima hanno puntato il dito contro i taleban e fornito foto che mostrano schizzi di sangue sul muro in un angolo della stanza e un cadavere con il volto sfigurato, ma la ricostruzione della dinamica è complicata dalla paura che spinge al silenzio i parenti.

L'ambasciatore Ue: rispetto delle donne è condizione per il dialogo

Dopo le manifestazioni di sabato a Herat e a Kabul, represse con lacrimogeni, decine di donne sono scese in strada stamani a Mazar-e-Sharif, capoluogo della provincia di Balkh, chiedendo di poter continuare a studiare e di avere un ruolo nel futuro governo. Come riporta la Bbc, citando una delle manifestanti, pur trattandosi di una marcia pacifica i taleban hanno minacciato sia le donne che i giornalisti presenti, intimando di disperdere il raduno.

In audizione al Parlamento Europeo, l'ambasciatore Ue in Afghanistan, Andreas Von Brandt, ha ricordato i punti fermi messi dall'Ue: "Dobbiamo insistere perché i taleban rispettino le loro promesse e sviluppino un Afghanistan moderato. L'Ue sarà ferma rispetto alle condizioni poste - ha precisato -: il rispetto delle donne e delle bambine sarà una condizione per qualsiasi dialogo politico e interazione con i talebani e il nuovo governo, per garantire che i progressi degli ultimi 20 anni vengano salvaguardati".

"Sottomessa la Valle del Panshir". Ma i ribelli: si combatte ancora

I taleban hanno annunciato di avere il controllo totale del Panshir, ultima sacca di resistenza in Afghanistan. "Qualsiasi tentativo di insurrezione sarà duramente colpito" dice il portavoce Zabihullah Mujahid. "Chiunque tenti di portarne avanti una sarà colpito duramente. Non ne permetteremo un'altra".

Ma il Fronte della resistenza nazionale afghana bolla come "falsa" la rivendicazione. "Le forze del Fronte nazionale della resistenza sono presenti in tutte le posizioni strategiche in tutta la valle del Panshir per continuare a combattere", si legge sull'account di Twitter delle forze guidate da Ahmad Massoud. "Garantiamo al popolo afghano che la lotta contro i taleban e i loro alleati continuerà fino a quando non prevarranno giustizia e libertà". Sempre su Twitter lo stesso Massoud riferisce che Fahim Dashti, portavoce del Fronte, è rimasto ucciso dall'avanzata talebana.

L'Iran condanna "con fermezza l'assalto". "Le notizie provenienti dal Panshir sono davvero inquietanti", ha detto stamani il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Saeed Khatibzadeh. "Sulla questione del Panshir, ho insistito sul fatto che vada risolta attraverso il dialogo e con la partecipazione di tutti i leader anziani afghani", ha proseguito. "I taleban devono rispettare i loro obblighi derivanti dal diritto internazionale e i loro impegni", ha aggiunto Khatibzadeh, secondo cui Teheran "si sta impegnando per porre fine alle sofferenze del popolo afghano e favorire la formazione di un governo che rappresenti tutti gli afghani".

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in visita in Pakistan oggi sorvolerà il confine con l'Afghanistan.

La guida suprema dei taleban "presto si mostrerà"

La misteriosa guida suprema dei taleban, Hibatullah Akhundzada, "presto si mostrerà in pubblico" ha assicurato il portavoce Mujahid, rispondendo in conferenza stampa. La figura di Akhundzada è avvolta nel segreto. Di lui si sa che sarebbe nato nel 1961 nel distretto Panjwayi di Kandahar e che ben presto emigrò con la sua famiglia a Quetta, in Pakistan, dove studiò in una madrasa (scuola religiosa islamica). Negli anni Ottanta, il leader talebano, il cui nome significa "dono di Dio", partecipò alla campagna dei mujahedin contro le truppe sovietiche in Afghanistan.

Studioso del Corano, Akhundzada fu vice capo della Corte Suprema durante il precedente regime talebano (1996-2001). Assunse la leadership del movimento nel 2016, dopo l'uccisione del predecessore Akhtar Mohammad Mansour in un raid di un drone americano in Pakistan.