Attualità

DDl Cirinnà. Unioni civili, si riparte mercoledì

mercoledì 17 febbraio 2016
Dopo il "voltafaccia" del M5S, che ieri ha deciso di non votare l'emendamento Marcucci, e dopo aver constatato, nelle riunioni febbrili che si sono tenute al gruppo Dem tra ieri sera e stamattina presto, che ogni altra soluzione nell'immediato avrebbe potuto rivelarsi un boomerang, il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda questa mattina, alla ripresa della discussione, ha chiesto nell'Aula di Palazzo Madama il rinvio dell'esame del ddl sulle unioni civili e la convocazione di un'immediata Conferenza dei Capigruppo​. NO DEL M5S AL TAGLIA-MODIFICHE: ECCO COSA È SUCCESSO IN AULALa richiesta del Pd ha scatenato la protesta di Roberto Calderoli che ha invitato a ritirare subito il "canguro" prima di andare in Capigruppo. "Giocate a trattare di mattina con noi e la sera con M5S, ma così non andate da nessuna parte" ha incalzato. "Evitiamo che la legge di un'animalista sia approvata col canguro...", ha ironizzato riferendosi alla senatrice del Pd Monica Cirinnà, "madrina" della proposta di legge al centro delle polemiche. Anche il capogruppo di FI Paolo Romani ha contestato il rinvio, ma dice sì alla Capigruppo nel caso in cui si affronti "finalmente il merito"svelando, ad esempio, "quanti emendamenti cadranno con l'approvazione del canguro di Marcucci". "Il Movimento 5 Stelle è categoricamente contro il rinvio dell'esame del testo", ha tuonato in Aula la portavoce Nunzia Catalfo.  Ma Grasso ha accolto la proposta di Zanda e ha riunito i presidenti dei gruppi parlamentari. La riunione è stata burrascosa, ma alla fine la decisione è stata presa: il testo Cirinnà tornerà all'attenzione dell'Assemblea di Palazzo Madama mercoledì prossimo 24 febbraio, dopo il voto sul decreto Milleproroghe che è in scadenza. Cioè tra una settimana esatta. Un rinvio "troppo lungo" che ha fatto infuriare il presidente dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio che sfidato i senatori della maggioranza a votare subito il provvedimento. Nel Salone Garibaldi di Palazzo Madama intanto il clima è di rabbia e di delusione. Monica Cirinnà ammette l'errore di "aver fatto affidamento sul M5S" e si dice "pronta ad assumersi le sue responsabilità". "Finirò la mia carriera politica con questo scivolone", dichiara ai cronisti ai quali assicura anche che con i pentastellati farà come fece la moglie nel libro di Isabel Allende "La Casa degli spiriti" che non parlò mai più con il marito. Poco più in là un gruppetto di esponenti delle associazioni Lgbt se la prende con i grillini. "Non vi siete presi la responsabilità di assumervi la responsabilità", è l'attacco che fanno a Paola Taverna, "avete fatto a scaricabarile con il Pd sulla nostra pelle". Le riunioni poi sono riprese, come quella dei Giovani Turchi con Andrea Orlando che puntano a tenere nel testo le "stepchild adoption" che i CattoDem e Ap invece vogliono stralciare. Il tutto in attesa che Matteo Renzi arrivi nel pomeriggio. Parlerà del prossimo Consiglio Ue, ma in molti si attendono una sorta di resa dei conti all'interno del gruppo per come è stata gestita l'intera partita, in vista anche dell'Assemblea del Pd di domenica che secondo Andrea Marcucci è "un appuntamento importante" per capire cosa accadrà nei prossimi giorni.