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Pontida. Salvini avvisa i Cinque Stelle: «Sulla chiusura dei porti decido io»

dal nostro inviato a Pontida - Davide Re lunedì 2 luglio 2018

Prima un passaggio alla sede milanese del partito per la riunione del consiglio federale della Lega. Poi la partenza per Siena dove presenzierà prima ad una cerimonia riguardante un bene confiscato alla mafia e dopo al Palio. Si annuncia intensa la giornata di oggi del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, reduce dal bagno di folla ricevuto ieri a Pontida, dove davanti a 70mila persone, alla tradizionale festa della Lega, ha ribadito alcuni punti dell’agenda politica del Carroccio, formazione ormai diventata il baricentro dei nuovi equilibri nazionali.

«L’Italia che governeremo per i prossimi 30 anni è un’Italia che non ha paura di niente e di nessuno. Costruiremo un Paese orgoglioso, diverso, fondato sulle autonomie», ha spiegato Salvini sottolineando, ad una platea che ha visto la partecipazione dei nuovi militanti leghisti provenienti dalle regioni del Sud, di come l'autonomia dei territori (tema caro al Carroccio delle origini) possa genere in realtà quel “collante” nel Paese da permettere un cambio di passo sia nella valorizzazione delle differenze sia nel per ripensare l’Europa. Perché il Vecchio continente unito, ha illustrato il leader del Carroccio a margine della festa di Pontida, nasceva proprio come «Europa delle regioni e dei popoli».

Non solo, Salvini ha anche ha tracciato una possibile road map che possa portare l’Italia a farsi sentire di più alla Ue. L’idea è quella della spallata elettorale come avvenuto in Italia a marzo e che ha portato al governo insieme il Carroccio e il Movimento cinque stelle. Il tradizionale raduno della Lega a Pontida «non lo considero un comizio – ha detto ancora -, ma una riunione di famiglia. Mi piacerebbe che ognuno di voi portasse a casa un impegno, cioè che questa non è la fine di un percorso, ma un avvio».

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Perché «quello che siamo riusciti fare quest’anno, dall’anno prossimo lo faremo a livello continentale«, ipotizzando così un’asse con i paesi euroscettici come l’Ungheria di Orban. «Questa famiglia - ha affermato ancora Salvini - dovrà crescere e coinvolgere. Chiedo il vostro aiuto e il vostro consiglio, umilmente. E penso che ce la faremo con la battaglia di chi è quaggiù e il sostegno di chi è lassù (ricordando l’onorevole Gianluca Buonanno, scomparso nel 2016 in un incidente d’auto, ndr)«. Insomma, Salvini propone l’idea di una “Superlega” dal cuore italiano ma dal respiro europeo, non per cancellare l’Europa ma per trasformarla. A Pontida Salvini ha confermato l’attuale alleanza con Movimento cinque stelle ma ha accarezzato soprattutto il centrodestra - «non è finito» - rivendicando il ruolo egemone che sta svolgendo la Lega per esempio alla guida delle principali Regioni. Infatti, al centrodestra e ai grillini, Salvini ha ricordato che «l’alleanza con il cinque stelle rimane innaturale».

Sui titoli di coda di Pontida, Salvini non dimentica i temi caldi dell’immigrazione e dell’accoglienza che usa per mandare più di un segnale ai cinque stelle. «Cercano di farci litigare con i nostri compagni di governo, ma non ci riusciranno. In questi primi mesi di lavoro ho trovato nei dirigenti cinque stelle persone oneste, coerenti e con la voglia di cambiare il Paese. Ma certo se i porti si aprono o si chiudono lo decide il ministro dell’interno, perché funziona così», ha concluso Salvini avvisando così l’ala più a sinistra del movimento capitanata dal presidente della Camera Roberto Fico e il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli.