Attualità

I 50 anni di Avvenire. 2001 - Le violenze del G8, una ferita per tutti

Antonio Giorgi mercoledì 29 agosto 2018

Stavolta non ci sono dubbi, nessuna interpretazione equivoca dei numeri: con il 2001 iniziano a tutti gli effetti un nuovo secolo e un nuovo millennio, il terzo dell’era cristiana. Il secondo se n’è andato con l’anno 2000 e il grande Giubileo della Chiesa universale che ora papa Wojtyla dichiara giunto al termine. Il 6 gennaio il Pontefice chiude in San Pietro la Porta Santa e comincia a preparare l’impegnativo pellegrinaggio sulle orme di san Paolo in Grecia, Siria e a Malta. La Siria sarà la tappa principale con la visita (6 maggio) alla grande moschea di Damasco, uno dei massimi luoghi santi dell’islam. Mai un Papa di Roma era entrato in una moschea.

Le feste di inizio anno per noi di Avvenire sono segnate dalla tristezza: l’ex direttore Lino Rizzi, gravemente malato, si spegne il 10 gennaio. Alla camera ardente allestita presso la nostra sede affluiscono decine di colleghi di altre testate.
Il mondo intanto va avanti, gli eventi si accavallano, raramente c’è un attimo di tranquillità per il buon cronista che già il 1° gennaio ha dovuto dar conto di una scelta della Grecia che avrà pesanti conseguenze negli anni a venire.

Atene ha deciso di aderire all’euro, probabilmente truccando un pochino i suoi conti. In realtà Paesi con i bilanci in disordine ce ne sono decine in tutti i continenti, ed è per questo che il 1° gennaio l’Italia decide di cancellare il debito di 22 Stati e poi – di lì a poco – di offrire aiuti ai sinistrati del terremoto che il 26 gennaio fa 100mila morti del Gujarat, India. Il giorno 13 le nostre autorità sanitarie hanno registrato il primo caso di mucca pazza sul territorio nazionale, in un allevamento del Bresciano. Il 27 si spegne Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia nel maggio 1946. Nella stessa data viene celebrato per la prima volta il «Giorno della Memoria» in ricordo della deportazione e dell’Olocausto.

Febbraio scivolerebbe via senza scossoni, non fosse per il raccapricciante fatto di sangue della sera del 21, il duplice delitto di Novi Ligure, una ragazza che con la complicità dell’amichetto uccide a coltellate madre e fratellino e poi insiste nell’attribuire la responsabilità a malviventi albanesi.

Marzo invece di scossoni non è avaro. Scossoni politici. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il giorno 8 scioglie le Camere; si voterà il 13 maggio. Ai nostri confini, in Svizzera, il 4 c’è stato un referendum: avviare o no negoziati per l’adesione all’Ue? Vince ovviamente il no.

Quando la sera del 1° aprile l’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic ha visto entrare a casa sua agenti che lo dichiaravano in arresto avrà pensato a uno scherzo, al solito pesce. Invece no, la nuova Serbia gli presentava il conto per i crimini del passato e lo spediva davanti alla Corte internazionale dell’Aja, in Olanda, il Paese che nove giorni dopo (ma questo non ha nulla a che vedere con Milosevic) avrebbe approvato la legalizzazione dell’eutanasia.

Le elezioni politiche di maggio vedono l’affermazione del centro-destra, il cui leader Silvio Berlusconi vara il suo secondo governo il 10 giugno: 10 ministri di Forza Italia, An, Lega e Biancofiore, più 5 tecnici. La cronache di luglio richiederebbero spazio a non finire, non per la vittoria dei laburisti di Tony Blair nel Regno Unito (il giorno 7) o per la morte del 92enne Indro Montanelli (il 22), ma per i fatti di Genova, una delle pagine più vergognose della storia italiana degli ultimi anni. Il 20 luglio si apre il G8 in una città sotto assedio, ma i Grandi della terra ignorano quello che accade non lontano dal luogo dove sono riuniti: la morte di Carlo Giuliani, le cariche indiscriminate, il violento rastrellamento notturno alla scuola Diaz, la fabbricazione di prove false, i pestaggi, gli scenari da «macelleria messicana», come ammetterà successivamente un vicequestore.

La violenza più selvaggia e disumana del 2001 esploderà infine con i fatti dell’11 settembre, l’attacco alle Torri Gemelle di New York, seguito (7 ottobre) dall’invasione anglo-americana dell’Afghanistan con l’operazione Enduring Freedom per «esportare la democrazia» e per la caccia a Benladen e ai talebani, che uccideranno il 19 novembre la giornalista italiana Maria Grazia Cutuli. L’escalation militare indurrà il presidente Bush a denunciare il 13 dicembre il Trattato Abm sui missili balistici del 1972. Nel frattempo l’Italia e l’Europa hanno dovuto piangere altri morti, non per una guerra ma per una sciagura aerea: l’8 ottobre a Linate un Md80 della Sas si scontra al suolo con un piccolo velivolo, finisce contro un fabbricato e prende fuoco. Le vittime sono 118, nessuno si salva.

L’anno ormai avviato alla chiusura vede la scomparsa di uno dei padri della Repubblica, il senatore a vita ed ex capo dello Stato Giovanni Leone, che se ne va a 93 anni il 9 novembre.

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