Agorà

Musica. Eurovision, vince l'inno «femminista» dell'israeliana Netta

Angela Calvini lunedì 14 maggio 2018

Netta Barzilai, la cantante israeliana che ha vinto l'Eurofestival con "Toy"

«Grazie per aver scelto la diversità, per aver compreso chi non è uguale, grazie a tutti quelli che sanno accettare il diverso». La 25enne israeliana Netta Barzilai, oltre 100 chili di peso, ha conquistato la vittoria all’Eurovision Song Contest 2018 di Lisbona con un modello di bellezza femminile autentico cantato anche nella sua Toy.

Un brano quindi per dare fiducia alle donne, per accettarsi per quello che sono e ribadire che «non sono un giocattolo». Un bel messaggio nell’anno del #metoo. La vittoria è arrivata sabato 12 maggio, alla vigilia delle celebrazioni per i 70 anni di Israele, provocando feste di piazza e i complimenti del premier Benjamin Netanyahu che ha telefonato a Netta per dirle «sei la migliore ambasciatrice di Israele».

Una ambasciatrice attraverso la musica, in un contesto di pace e tolleranza come quello proclamato dall’Eurovision, che si deve purtroppo scontrare con la violenza degli uomini. La gioia per una vittoria che porterà l’anno prossimo la manifestazione canora a Gerusalemme viene offuscata dai drammatici eventi legati all’inaugurazione oggi proprio nella Città Santa dell’ambasciata statunitense e dalla sanguinosa repressione delle proteste dei palestinesi a Gaza. «Il paradosso del nostro Paese: a Tel Aviv enorme festa per Netta, mentre a Gaza sono rientrati nelle loro case a contare i morti», scrive oggi su twitter un cittadino israeliano, uno dei tanti che criticano questa vittoria, commentando la festa per la cantante in corso in piazza Rabin.

La musica prova a gettare ponti, con le armi della voce e delle note, ma non basta.

Ad esempio Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno conquistato un onorevole quinto posto con un inno contro il terrorismo Non mi avete fatto niente, fortemente penalizzato dalle giurie dei vari Paesi attente a premiare più lo showbusiness che i contenuti, ma che invece è stato protagonista di una emozionante rimonta al televoto dove si è piazzato terzo. L’Europa della gente comune ha sentito evidentemente il tema bruciare sulla propria pelle. Il brano italiano è stato il più votato dal pubblico tedesco, e il secondo più votato dal pubblico francese che proprio poche ore dopo doveva di nuovo affrontare la paura a causa del nuovo attacco al coltello a Parigi.

Con il Front National che metteva a mezzo di nuovo l’Eurovision accusando la canzone Merci del duo Madame Monsieur, in gara per la Francia e arrivata solo tredicesima, e dedicata a una piccola migrante nata su una nave, di incoraggiare l’immigrazione di massa. Alle dure parole del senatore Stéphane Ravier, ha dato rinforzo il sindaco di Fréjus, David Rachline, che ha postato un messaggio denunciando «i membri dello showbusiness che propinano buoni sentimenti, che approfittano di ogni occasione per diffondere la loro propaganda, da una parte e dall’altra la Francia e i francesi che subiscono le conseguenze della loro utopia multiculturale».

Dichiarazioni che hanno fatto insorgere, giustamente, il web. E che siamo certi non scalfiranno la voglia degli artisti, quelli veri, di continuare a unire con la musica piuttosto che dividere.