Catania, rivolta in carcere: distrutto reparto isolamento

La denuncia del sindacato Consipe, che chiede l'intervento dell'amministrazione penitenziaria
February 28, 2026
«Una serata di altissima tensione ha scosso la casa circondariale di piazza Lanza a Catania dove una violenta rivolta scoppiata nel reparto isolamento ha messo a dura prova la tenuta della struttura. Tre detenuti sono riusciti a prendere il controllo dell'area, scatenando una furia distruttiva che ha reso necessario l'arretramento tattico degli agenti presenti per evitare il peggio. L'intervento e il ripristino dell'ordine. La situazione è attualmente tornata sotto controllo». Lo rende noto il Consipe sottolineando che il ripristino della calma è stato possibile grazie al tempestivo intervento del comandante di reparto e del direttore dell'istituto che si sono recati immediatamente sul posto per coordinare le delicate operazioni di contenimento.
«Nonostante l'ordine sia stato ristabilito - osserva il sindacato - il bilancio materiale è pesante: la sezione isolamento appare completamente distrutta e inagibile».  Oltre alla cronaca dei disordini, la confederazione sindacati penitenziari denuncia una durissima condizione di lavoro degli agenti. «I colleghi sono stremati - dichiara il presidente del Consipe, Mimmo Nicotra - ormai da troppo tempo il personale è costretto a prestare regolarmente oltre 8 ore di servizio continuativo, sopperendo a carenze croniche con turni che logorano la salute fisica e mentale. Quello che è accaduto oggi a piazza Lanza è la conseguenza di un sistema che regge solo grazie al sacrificio individuale di chi, nonostante la stanchezza, continua a rischiare la propria vita».
La segreteria del Consipe esprime «la massima solidarietà ai colleghi di Catania che, nonostante lo stato di spossatezza operativa, hanno gestito con professionalità una criticità che poteva avere esiti drammatici» e chiede «un intervento immediato dei vertici dell'amministrazione penitenziaria per affrontare la questione dei carichi di lavoro e della sicurezza negli istituti».

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