mercoledì 27 marzo 2024
Il fenomeno dei diplomifici riguarda solo 92 istituti su 1.423, è concentrato in pochissimi territori, ma alimenta un giro d’affari di decine di milioni di euro. I dati di "Tuttoscuola"
Uno studente all'esame di maturità

Uno studente all'esame di maturità - Ansa

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Il fenomeno dei diplomifici è concentrato in pochissimi territori ma alimenta un vero e proprio «turismo da diploma» con un giro d’affari di decine di milioni di euro. A togliere il velo ad un fenomeno che crea danni a tutta la scuola, ma soprattutto alla scuola paritaria, è stato, la scorsa estate, un documentato e corposo dossier della rivista specializzata Tuttoscuola. Dati implacabili che hanno poi portato agli approfondimenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito e alla norma approvata ieri dal Consiglio dei ministri.

L’analisi di Tuttoscuola si è soprattutto concentrata sull’ultima edizione della Maturità, ipotizzando che «almeno 10mila diplomati del 2023» abbiano «acquisito un titolo, che ha valore legale, con modalità sospette». In sostanza, incrociando i dati delle iscrizioni agli anni precedenti con quelli dell’ultimo anno, si è scoperto un incremento esponenziale degli iscritti. Segno che tanti studenti, oltre 30mila secondo Tuttoscuola, sono passati dalla scuola statale a quella paritaria esclusivamente per sostenere la Maturità, producendo un incremento delle iscrizioni, esclusivamente alla classe terminale, fino al 166%.

Naturalmente, questo fenomeno riguarda un’esigua minoranza delle scuole paritarie, concentrate in pochi territori. Praticamente, è presente in appena 92 istituti (il 6,5% del 1.423 istituti paritari che portano studenti alla Maturità), per un totale di 10.941 studenti iscritti. E, per, il 90,5%, si concentra in istituti paritari della Campania, mentre il 6,3% in scuole del Lazio e il 3,2% in istituti della Sicilia. «Nessuno di quei 92 istituti è localizzato in altre regioni d’Italia», scrive Tuttoscuola.

Sempre in Campania è concentrata la grande maggioranza delle 166mila nuove iscrizioni fatte registrare dalla scuole superiori paritarie italiane nel passaggio dal quarto al quinto anno: circa 105mila riguardano istituti paritari della Campania, pari ad un incremento del 691%. «In tutte le restanti Regioni sommate insieme – si legge sempre nel report di Tuttoscuola – l’incremento è stato di 61.587, pari al 56%. In Lombardia, per esempio – la Regione con il maggior numero di abitanti e di studenti, dove funziona un numero di istituti paritari di secondaria di II grado (370) molto simile a quello della Campania – l’incremento è stato di 2.646, pari al 6%. In termini di valori assoluti registrati nell’ultimo settennio, le regioni con minori incrementi sono state la Liguria con 119 studenti, il Friuli Venezia Giulia con 184, l’Umbria con 269».

Tutti questi neo-iscritti sono andati ad affollare le “classi collaterali” autorizzate dagli Uffici scolastici regionali. Mentre Lombardia, Piemonte e Veneto hanno autorizzato soltanto una classe collaterale, la Campania ha dato il via libera a 462 classi in 268 istituti.

Infine, questo “turismo da diploma” produce un giro d’affari considerevole, quantificato in «almeno 50 milioni di euro l’anno», scrive Tuttoscuola.

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