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Utero in affitto, no del Consiglio d'Europa
Daniele Zappalà
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Respinto definitivamente grazie a 16 voti contrari (15 quelli favorevoli), destando subito la gioia delle associazioni laiche e cristiane europee che intendono debellare la piaga dell’utero in affitto su scala mondiale. Si è chiusa questa mattina a Parigi la corsa del controverso rapporto della senatrice belga Petra De Sutter, che sperava di far votare il testo, possibilista sulla surrogata, in un’imminente sessione parlamentare plenaria del Consiglio d’Europa. Ma non ci sarà nessuna raccomandazione o risoluzione pro surrogata ricavata dal rapporto.

Hanno votato contro il testo anche le due delegate italiane, le deputate Pd Eleonora Cimbro e Teresa Bertuzzi. Dopo settimane d’intense proteste da parte del fronte abolizionista, la Commissione affari sociali dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha bocciato il testo, che chiedeva in particolare ai governi dei 47 Stati membri del Consiglio di seguire la strada di una «regolamentazione internazionale» della pratica.

Ha dunque vinto il fronte che denuncia da tempo una realtà tragica già fin troppo documentata in tanti Paesi: i «contratti di surrogazione» schiavizzano le donne che li firmano, riducendo i nascituri nell’oggetto di una turpe compravendita della vita.

Davanti alla sede parigina del Consiglio d’Europa, in coincidenza del voto, hanno protestato a viva voce le due principali cordate associative internazionali che si battono per uno stop definitivo del lucroso business. Un impegno che di certo ha pesato sull’orientamento definitivo della commissione. Fra le associazioni presenti, tante erano d’ispirazione cristiana, accanto ad altre sigle di sensibilità laica.
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