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LETTERE PER ASIA
Un gesto di clemenza per Asia 
Roger Etchegaray. Vice-decano del Collegio dei Cardinali
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​Egregio Signor Presidente Asif Ali Zardari,
nella mia ormai lunga vita mi sono a lungo adoperato perché cristiani e musulmani vivessero come fratelli, fin da quando il Beato Giovanni Paolo II mi chiese di organizzare lo storico incontro per la pace di Assisi nel 27 ottobre 1986. L’Islam, del resto, con più di un miliardo di adepti, rappresenta con il Cristianesimo il patrimonio religioso più considerevole che l’umanità abbia mai elaborato. Non possiamo continuare ad ignorarci l’un l’altro o, peggio, a scontrarci.

È per questo che mi unisco a quanti le chiedono un gesto di misericordia in favore di Asia Bibi. È «una ragazza da nulla» come lei stessa si è definita, ma, La prego, pensi a lei come a una sorella, a una figlia di Abramo, nostro comune padre nella fede. È un percorso, quello dall’incomprensione all’incontro, che Asia Bibi ha già fatto. In una intervista ha detto: «Ero arrabbiata e meditavo vendetta. Poi ho iniziato a pregare e digiunare e, può sembrare strano, mi sono accorta di aver perdonato quelle persone che mi hanno incriminato». Un Suo gesto, Signor Presidente, avrebbe un enorme significato e sarebbe di grande impulso al dialogo e alla riconciliazione tra musulmani e cristiani.
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