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«Cannabis, inutile legalizzare: la mafia non cede»
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«Scordiamoci che legalizzando la marijuana si possa fermare il narcotraffico». Quella di Ernesto Savona non è un’opinione, «ma un’analisi scientifica basata su dati di fatto, i giudizi morali li lascio ad altri». Per il direttore di Transcrime, il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica e dell’Università di Trento, occorre prima di tutto fare un calcolo dei costi e dei benefici, «avviando un dibattito serio, scientifico, razionale e non ideologico, sulle singole poste in gioco». Prima, bisogna mettersi d’accordo sui termini. «Si parla a sproposito di liberalizzazione», quando in realtà le proposte riguardano la legalizzazione. «Vuol dire che lo Stato – precisa Savona – assume il controllo della vendita e ci sarebbero canali di produzione e distribuzione certificati, come avviene per i tabacchi». Con due importanti ricadute: quella socio-sanitaria e quella sull’economia criminale.

Da un punto di vista esclusivamente economico «se sulla vendita venisse imposta una tassazione molto alta, come per le sigarette, questo farebbe rientrare in gioco le organizzazioni criminali attraverso il contrabbando». Proprio quello che accade con i tabacchi. Al contrario, con una tassazione molto bassa e un prezzo accessibile, aumenterebbe la quota di consumatori. E dato per assodato che si tratta di marijuana e non di pastiglie balsamiche, «sicuramente avremmo maggiori costi sulla salute». Certo vi sarebbe un risparmio «sulle spese di polizia e della giustizia», ma a quale prezzo? Tanto più che l’accesso facile alle sostanze neanche tanto leggere, non scongiurerebbe affatto il salto verso le cosiddette droghe pesanti.

Per Savona, che con il suo centro studi è analista e consulente delle principali organizzazioni internazionali, dall’Onu all’Unione Europea, alle mafie la legalizzazione farebbe il solletico. «I narcotrafficanti immetterebbero sul mercato altro genere di sostanze vietate – osserva il criminologo –. Gli unici a "rimetterci" sarebbero i piccoli spacciatori, l’ultimo anello della catena». Secondo altre leggende metropolitane, sottrarre la marijuana al sistema di vendita illecito farebbe diminuire il numero dei consumatori. «Difficile prevedere se ci sarà un aumento attraverso la legalizzazione», ma tutto sommato «possiamo pensare che i consumi saranno marginalmente più alti di quanto non avviene adesso, perché la marijuana sarebbe più facilmente reperibile».

Insomma, legalizzare sarebbe conveniente o no? «Il problema più grosso, e che fa sì che i costi e i benefici di un’eventuale legalizzazione si compensino, è che una sperimentazione seria andrebbe semmai realizzata su vasta scala a livello europeo». Già oggi ci sono migliaia di fumatori che, di persona o grazie a internet, «acquistando sigarette nei Paesi in cui costano meno, ma con la marijuana tutto ciò sarebbe enormemente ingigantito», dando vita a un viavai di consumatori dai Paesi confinanti.

Una conseguenza che «imporrebbe un costo addizionale». Quello di un turismo davvero poco desiderabile, in un Paese nel quale i viaggiatori andrebbero presi per la gola e per le attrattive culturali, non certo per lo sballo facile.
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