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Inchiesta
Tangenti per 10mila euro al mese, sindaco in cella
Antonio M. Mira
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​Rosa De Lucia in una foto tratta dal suo profilo Facebook

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Ancora tangenti e ancora rifiuti. Questa volta a Maddaloni, grosso centro del Casertano. Questa mattina i carabinieri della locale compagnia, coordinato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno infatti arrestato un grosso imprenditore e quattro amministratori locali. In carcere sono così finiti il sindaco Rosa De Lucia (Fi) e Alberto Di Nardi, titolare della ditta Dhi. Arresti domiciliari invece per l’assessore comunale alla cultura, Cecilia D’Anna e per i consiglieri comunali Giuseppina Pascarella e Giancarlo Vigliotta. Indagato ma non arrestato il comandante della Polizia municipale, Bartolomeo Vinciguerra.
 
Per tutti l’accusa è “di più delitti di corruzione, di due distinti tentativi d’induzione indebita a dare e promettere utilità, e di peculato”. L’indagine, che ha preso l’avvio dalla denuncia di un altro imprenditore attivo nel settore, si è incentrata “sulle anomalie legate al servizio raccolta rifiuti effettuato nel comune di Maddaloni, affidato dall’anno 2011 senza alcuna procedura di gara, alla ditta Dhi”.

Nucleo essenziale dell’indagine è costituito dal rapporto corruttivo instauratosi tra il sindaco e l’imprenditore, che si è poi allargato agli altri amministratori locali. “L’attività d’indagine ha documentato - scrivono i magistrati – l’esistenza di frequentazioni quasi quotidiane fra il sindaco e l’imprenditore, con incontri in luoghi riservati e hanno dimostrato come il Di Nardi sia stato una sorta di “bancomat” della De Lucia, cui costantemente e senza alcuna costrizione ma addirittura delle volte anticipando egli stesso la richiesta, elargiva alla bisogna somme di denaro e altre utilità, pur di continuare a gestire il servizio di igiene urbana, che gli consentito di acquisire un ingente guadagno economico”.

Si parla di tangenti per 10-15mila euro al mese, ma anche del pagamento di una vacanza del sindaco ad Antibes, oltre che dell’arredamento della sua abitazione. E addirittura la sponsorizzazioni di varie iniziative politiche come “500 euro per la manifestazione stop femminicidio”.

In cambio il sindaco, che in passato era stata minacciata e riceveva una sorveglianza più stretta, “si è occupato personalmente e in maniera “egemone” dell’affidamento dei lavori pubblici, attraverso un capillare controllo dell’intero apparato amministrativo”. Così, ad esempio, riusciva a far pagare il Di Nardi “tempestivamente”ed era riuscita anche ad “ottenere l’annullamento di alcune sanzioni irrogate alla Dhi per inadempimenti contrattuali, per un importo complessivamente superiore a 15mila euro”. Facendo poi rimuovere il responsabile del servizio Ambiente ed ecologia che aveva preso questa e altre iniziative nei confronti del Di Nardi. Un imprenditore molto attivo. Assieme ad altre due imprese ha infatti partecipato alla gara, ancora in corso, per la rimozione delle famose ecoballe. Ma la sua proposta è stata esclusa perché prevedeva lo smaltimento in Macedonia, mentre la gara prevede che possa avvenire sono in Paesi Ue.  
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