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Cronaca
Terremoto
L'impegno della Caritas:
«Ricostruire le comunità»
Paolo Ferrario
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Ascolto e vicinanza alle comunità ferite dal terremoto. A un mese di distanza dal sisma del 24 agosto, continua l’impegno della Caritas Italiana nelle tendopoli e nelle strutture dove sono ospitati gli sfollati. «Ci siamo messi subito al servizio delle diocesi colpite – ricorda don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana - per cogliere le esigenze immediate e quelle future della gente. Com’è nel nostro stile, stiamo dando la massima attenzione alle comunità affinché, in questa prova durissima, non si disgreghino».

Le nuove sfide

«La sfida ora - aggiunge don Andrea La Regina, responsabile emergenza nazionali della Caritas – è ritrovare equilibri, ricostruire relazioni, riannodare rapporti comunitari». Il terremoto, infatti, non ha prodotto solo lutti, distruzione e disperazione, ma, sottolinea il sacerdote, «ha stravolto un equilibrio che le comunità locali, non senza fatica, avevano trovato grazie ad attività legate all’agricoltura, all’allevamento e altre realtà imprenditoriali che, unite a un turismo legato alla vicinanza con Roma e alla salubrità delle contrade, rendeva possibile una vita dignitosa, pur in un contesto generale di crisi economica e sociale».

Suffragio delle 297 vittime

A un mese dalla tragedia, domani sarà anche il giorno del ricordo e della preghiera per le 297 vittime. In mattinata, alle 10,30, il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, celebrerà una Messa ad Amatrice, nell’area del campo di calcio adiacente al palazzo dello sport. Nel pomeriggio, alle 15, nella tendopoli di Borgo, ad Arquata del Tronto, sarà quindi il vescovo di Ascoli Piceno, Giovanni D’Ercole a ricordare, con una celebrazione eucaristica, i morti del terremoto

«Segno di ripartenza»

Sempre domani, alle 15,30, sarà aperta dall’arcivescovo di Norcia, Renato Boccardo, la Porta Santa del Giubileo della Misericordia nella tensostruttura fornita alla comunità dalla Caritas di Mantova. «Era un momento già pensato nell’ambito del Giubileo degli anziani e dei malati – spiega il parroco di Norcia, don Marco Rufini -. Ora apriamo la Porta Santa per i terremotati e vogliamo che questo gesto sia un vero segno di speranza per il futuro e di ripartenza per la nostra gente».

Accompagnare la ricostruzione

Per sostenere questo lavoro sul territorio, sono già pervenuti a Caritas Italiana 5 milioni di euro, incluso un milione messo a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana dai fondi dell’8 per mille. Il tutto in attesa degli esiti della Colletta nazionale di domenica scorsa 18 settembre indetta dalla Cei. «L’obiettivo ultimo – si legge in una nota di Caritas - resta quello di accompagnare i tempi lunghi della ricostruzione materiale e spirituale, della ritessitura di relazioni e comunità, del riassorbimento dei traumi sociali e psicologici, del rilancio delle economie locali».

Generosa risposta solidale

Inoltre, Caritas sta pensando di riproporre l’esperienza dei “gemellaggi”, già sperimentata in occasione di analoghe emergenze, avviando progetti di ricostruzione e riabilitazione socio-economica che potranno essere finanziati grazie alla «generosa risposta solidale che la rete Caritas sta riscontrando da tutta Italia e anche dall’estero».

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