Vita

Eutanasia. Lambert: agonia in corso, camera piantonata. A Parigi ancora preghiere

Francesco Ognibene venerdì 5 luglio 2019

«Se Vincent Lambert viene ucciso, le porte della morte saranno spalancate per tutte le persone vulnerabili che non sono in grado di esprimere la propria volontà. È l’intero sistema di protezione internazionale dei diritti umani che viene indebolito dalla Francia a scapito di un uomo la cui vita è sotto imminente minaccia. Vi prego di non consentire l’eutanasia per le persone con disabilità. Ricordate urgentemente alla Francia i suoi impegni internazionali».

È il disperato appello alla comunità internazionale dei sostenitori di Vincent Lambert, il 42enne in stato di minima coscienza dal 2008 per il quale la Corte di cassazione di Parigi ha autorizzato l’Ospedale di Reims dov’è ricoverato a interrompere i supporti vitali, un atto che i medici hanno compiuto martedì 2 luglio. Per la sua vita si è svolta una veglia di preghiera giovedì sera a Saint Sulpice, la chiesa parigina che nell’inaccessibilità di Notre Dame svolge il ruolo di cattedrale e di chiesa-madre dei francesi. E di nuovo si pregherà lunedì 8 luglio a Parigi, in piazza Saint Pierre, dalle 16 alle 19, sotto il Sacro Cuore, in una raduno durante il quale prenderanno la parola gli avvocati della famiglia, Jean Paillot e Jérome Triomphe.

Ora la camera di Lambert è piantonata e gli accessi sottoposti a un rigoroso filtro. Gli stessi genitori, di casa da anni nel nosocomio, sono stati costretti a mostrare i documenti per vedere il figlio. «La situazione è grave – si legge sui profili social del Comitato "Je Soutiens Vincent" –, la Francia sta introducendo l’eutanasia dei disabili. E il governo sta sfruttando la vita e la morte di Vincent Lambert per questo sinistro scopo ideologico». Non sono parole eccessive: in questo momento Vincent non è più nutrito né idratato. Secondo quanto riferisce il quotidiano cattolico «La Croix» viene solo assicurato che le mucose della bocca non diano al paziente un’insopportabile sensazione di secchezza: un’ammissione da parte dei medici che Vincent, dato per "vegetale", in realtà soffre. Tanto che – forse anche per accelerarne la fine – gli è stata praticata la sedazione profonda. Lo riferisce il neurologo Xavier Ducrocq, che si è battuto per salvare la vita del paziente, e che ieri ha detto che i medici responsabili del distacco della nutrizione stanno «seppellendo Ippocrate» e segnano «il disonore di una medicina che non supporta i suoi fallimenti e limiti».
Secondo Ducrocq, siamo davanti alla «regressione di una società che non sa, non vuole proteggere i più deboli della sua famiglia». Paradossale è poi che l’agonia provocata di Lambert avvenga in un reparto di cure palliative, cui viene affidata «una nuova missione, contraria ai loro principi fondanti». Siamo dunque di fronte all’«abuso su una persona vulnerabile». In un accorato intervento su «Le Figaro», il docente di Etica medica all’Università di Parigi-Saclay, Emmanuel Hirsch, «Vincent Lambert ha testimoniato di essere deciso a vivere, un non-abbandono, una non-rinuncia alla sua esistenza. Nessuno può dire che questo atto di resistenza sia privo di significato e che, senza essere in grado di esprimerlo, non manifesti il suo attaccamento all’essere sempre presente».
La situazione è davvero drammatica. Come nota Tugdual Derville, battagliero presidente della rete associativa Alliance Vita, «con la sedazione profonda e continua fino alla morte vogliono evitare la sofferenza. La usano insieme all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione per causare la fine della sua vita».