Vita

VIAGGIO TRA I CAV. Vigevano: «Il nostro servizio ispirato da Gianna Beretta Molla»

Enrico Negrotti lunedì 24 giugno 2013
Vive sotto la protezione della vicina chiesa della Madonna degli Angeli il Centro di aiuto alla vita di Vigevano: «Siamo nati nel lontano 1979, ma dal 2004 la nostra sede è l’ex canonica di questa chiesa, dedicata all’Annunciazione – spiega il presidente Gaetano Mercorillo – e veramente questa collocazione è risultata profetica per il nostro impegno». Il Cav opera non solo a Vigevano, ma ha sedi staccate in altri centri della Lomellina: Garlasco, Gambolò e Robbio (mentre la sede di Mortara è diventata col tempo un Cav autonomo), rendendo ragione del suo nome di Cav lomellino. «Qui vorremmo aprire una culla per la vita, se troviamo 10mila euro da uno sponsor, perché vogliamo evitare di sottrarre all’aiuto alle mamme in difficoltà le risorse necessarie a iniziative culturali, che pure hanno una loro validità».A cominciare dalle proposte (in collaborazione con la pastorale giovanile della diocesi) per diffondere messaggi e testimonianze in favore della vita e trovare nuovi volontari «che abbassino la nostra età media», ironizza Mercorillo. «In questa chiesa, così ben visibile per chi passa – continua il presidente – per tutto il mese di maggio recitiamo il rosario, mentre da ottobre a giugno per una domenica al mese c’è la benedizione delle mamme in gravidanza, e dei loro bambini, nell’ambito dell’iniziativa “Nove mesi in attesa”. E all’interno abbiamo eretto un’edicola dedicata a santa Gianna Beretta Molla, la prima nella nostra diocesi». Accanto all’impegno per sostenere economicamente le donne e le famiglie più povere, «abbiamo aperto da poco uno sportello all’ospedale di Vigevano (con l’aiuto del Cav di Magenta) per essere presenti nel luogo più significativo per salvare i bambini dall’aborto. E in un mese già due donne con il certificato di aborto in mano hanno cambiato idea, dimostrando che c’è ancora molto spazio per muoversi in aiuti difficili, ma anche più aderenti al nostro obiettivo di salvare i bambini».Fino a poco tempo fa, oltre l’80% delle utenti era composto da straniere (nordafricane e sudamericane soprattutto): «Da un paio d’anni sono in crescita le famiglie italiane, che la crisi economica mette in sempre maggiori difficoltà: dall’artigiano che non trova lavoro al dipendente che viene licenziato». Una ventina i progetti Nasko in corso, avviati in collaborazione con il consultorio della Asl di Vigevano. «Se non ci sono quelli, aiutiamo come possiamo. Ma continuiamo a sperare nella preghiera: qui in chiesa c’è santa Gianna».