Vita

Il Congresso mondiale. Famiglia a Verona tra slogan, proteste e l’invito al dialogo

Luciano Moia venerdì 29 marzo 2019

L’appello al dialogo tra le diverse posizioni è arrivato dal vescovo di Verona, Giuseppe Zenti: «Auspico che non ci siano contrapposizioni», ha detto il presule in un’intervista uscita ieri sul quotidiano locale, L’Arena. Zenti, che oggi porterà il saluto del Papa al Congresso, non ha voluto entrare nel merito di quello che ha definito «puzzle dei lavori» e si è limitato a ribadire la posizione della Chiesa sulla famiglia secondo quanto definito in Amoris laetitia, la sintesi del pensiero familiare di papa Francesco: «La famiglia è una sola, non esiste quella tradizionale e quella moderna, c’è la famiglia dove ci sono le due componenti, quella maschile e quella femminile che generano la vita, i figli, e poi ci sono altre forme come le unioni civili che hanno un grande valore, non ci dev’essere scontro, ma dialogo e rispetto reciproco».

Semplice e chiaro. Il discorso si potrebbe chiudere qui. Purtroppo è facile prevedere che le cose andranno diversamente. Troppe le tensioni, le battaglie a colpi di slogan, le strumentalizzazioni intorno all’iniziativa dello Iol, l’International organization of the family che ha messo in piedi questo incontro insieme ad altre sigle.

Tanto che tra oggi e domenica Verona, oltre al Congresso al palazzo della Gran Guardia, ci saranno una ventina di altre manifestazioni, tra dibattiti, proiezioni, reading e laboratori in vari punti della città. Poi, domani pomeriggio, in concomitanza con l’arrivo di Matteo Salvini, il corteo organizzato da un folto gruppo di sigle trans-femministe a cui prenderanno parte tra le altre Laura Boldrini, Susanna Camusso, Monica Cirinnà, Livia Turco, Maurizio Landini, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Le donne sono state invitate a partecipare indossando guanti da cucina per protestare «contro le forze oscurantiste» che vorrebbero ricacciarle nel ruolo di "angeli del focolare".

Domenica invece la "marcia delle famiglie" con gli organizzatori del Congresso e le forze politiche che lo sostengono, la Lega innanzi tutto (oltre a Salvini e Fontana, Bussetti, Pillon e Zaia), Fratelli d’Italia con Meloni e altri gruppi tra cui Forza Nuova che ieri ha annunciato la sua presenza «con orgoglio, nonostante le repressioni e gli ostracismi».

Accanto ai politici del centrodestra una qualificata rappresentanza di ministri e di deputati dell’Est europeo, da Ungheria, Moldavia, Ucraina, Serbia oltre al coordinatore del partito di Putin, Victor Zubarev. In questo confronto che vorremmo, nonostante tutto, civile e rispettoso, non sarà facile far emergere i contenuti, le proposte, le buone prassi su vita e famiglia che dovrebbero essere presentate nella tre giorni veronese.

A rendere un po’ difficoltoso questo sforzo di "depurazione" rischia di contribuire anche la scelta di far svolgere i dibattiti tematici a porte chiuse. Così quanto verrà detto negli otto panel (La bellezza del matrimonio; I diritti dei bambini; Ecologia umana integrale; La donna nella storia; Crescita e crisi demografica; Salute e dignità della donna; Tutela giuridica della vita e della famiglia; Politiche aziendali per la famiglia e la natalità) sarà divulgato solo con sintesi a cura degli organizzatori.

Un clima di segretezza che non fa bene a questa iniziativa intorno a cui già gravano accuse di ogni tipo, come quella formulata da una quarantina di eurodeputati (fra cui le italiane del Pd Pina Picierno e Mercedes Bresso), in una lettera al vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans in cui si chiede di far chiarezza sulle rivelazione del sito Open Democracy secondo cui nell’ultimo decennio i «fondamentalisti cristiani della destra americana legati a Donald Trump e Steve Bannon, insieme a una dozzina di altri gruppi americani, hanno riversato in Europa "fondi opachi" per almeno 50 milioni di dollari", finanziando politici, campagne e associazioni come quelle che sono dietro al Congresso di Verona. Sospetti che non contribuiscono certo a rasserenare il clima in queste ore di vigilia.