Vita

Londra. Riprende a camminare grazie alle staminali

Viviana Daloiso martedì 21 ottobre 2014
C’è chi lo paragona già al primo uomo sulla Luna. Lui, Darek Fidyka, sorride, alza il piede e muove un altro passo. Poco importa la Storia, per un uomo che appena quattro anni fa si era sentito dire che non avrebbe mai più camminato, che la sua mobilità era stata spezzata da una coltellata alla schiena. Alla fine, a salvarlo, è stato il suo naso. È lo straordinario potere delle cellule staminali olfattive: che, trattate secondo un protocollo unico sperimentato per la prima volta dallo University College di Londra, hanno fatto ricrescere i tessuti nervosi di Derek fino a riparare il suo midollo spinale. Il trattamento è stato effettuato in Polonia da chirurghi locali in collaborazione con gli scienziati inglesi. Il primo passo è stato prelevare speciali cellule olfattive, che agiscono normalmente aiutando le fibre nervose del naso a rinnovarsi continuamente. Nella prima delle due operazioni i chirurghi hanno rimosso uno dei bulbi olfattivi del paziente e hanno coltivato le cellule in coltura. Due settimane più tardi hanno trapiantato queste cellule nel midollo spinale, reciso dalle coltellate, con centinaia di micro-iniezioni praticate sopra e sotto la lesione. Di lì in poi la sfida più grande: un intenso percorso di potenziamento muscolare (cinque ore al giorno, cinque giorni a settimana), le prove, gli esami. Finché, tre mesi dopo l'operazione, Darek ha iniziato a recuperare il muscolo della gamba sinistra e a percepire caldo, freddo e punture di aghi nella parte inferiore del corpo. Altri tre mesi ed era in grado di muovere i primi passi con il supporto di un fisioterapista. Ora, a due anni dal trapianto, può camminare al di fuori del centro di riabilitazione utilizzando una speciale imbracatura. E può anche riprendere a guidare. Camminare di nuovo è stata «una sensazione incredibile. Quando non riesci a sentire quasi metà del tuo corpo – racconta Darek – sei impotente. Ma quando la sensazione ritorna è come se tu nascessi di nuovo». La stessa, incredibile prospettiva che ora si apre per tutte le persone paralizzate, sebbene con tutte le cautele del caso.