Vita

ETICA E POLITICA. Pd e gay: fuoco amico contro chi dissente

mercoledì 13 giugno 2012
«Ci sono tante priorità da mettere al centro del programma di governo, i matrimoni gay non lo sono». Beppe Fioroni tiene il punto, dopo l’intervista al nostro giornale che scatena il fuoco amico dell’ala laicista del Pd e trova ampia eco nel Web. Sull’ipotesi di una sua candidatura lo prende in parola Ignazio Marino, lo accusa di «strumentalità» Anna Paola Concia, lo invita ad arretrare Barbara Pollastrini.«Sui temi bioetici è giusto si lasci libertà di coscienza», chiede invece Fioroni. C’è bisogno, rivendica, che «anche i cattolici si sentano a casa loro nel Pd». Serve, auspica Fioroni, un «patto tra moderati e riformisti, che acceda a quella prateria del 50 per cento di elettori che non va a votare. Non dobbiamo lasciare che la destra usi strumentalmente questi temi», spiega.I leader del Pd continuano a mantenere il profilo basso in una polemica di cui intravedono, evidentemente, potenzialità laceranti. Si danno da fare nel ruolo di mediatori due opinion maker del Web come Stefano Menichini, direttore di Europa, e Andrea Sarubbi, il deputato del Pd più attivo su Twitter. Rilamcia il testo dell’intervista, Menichini: «#Fioroni su Bersani e coppie gay. Lo si può criticare, ma insultarlo è esagerato», scrive. «Mi pare che qui si cerchi gente da mostrificare», interviene successivamente su Twitter accostando, un po’ forzatamente (ma non è il solo) il caso Fioroni a quello del nazionale Cassano. «Dura vita dei cristiani Pd. A sinistra mi danno del talebano, nell’Udc mi danno del laicista. E noi qui, qui nel mezzo, finche ce n’è», cita un noto brano di Ligabue, Sarubbi. «Evitiamo questo clima da curve contrapposte -auspica - il Pd, come d’altronde il Paese, è il frutto dell’incontro di culture diverse, in cui quella cattolica rivendica la sua dignità, ma si deve parlare nel rispetto reciproco», auspica Sarubbi.«Non esiste una proposta del Pd sui matrimoni gay», interviene con i mezzi tradizionali Franco Marini. «Parlo di una proposta dell’intero partito - precisa l’ex presidente del Senato - e, aggiungo, sono sicuro che non esisterà mai. Del resto nemmeno Bersani ha parlato di questo. Ciò detto non mi piace che se c’è un dirigente, come Fioroni, che si dichiara contrario ai matrimoni gay o all’eutanasia venga indicato come una sorta di nemico in casa. Esistono temi, come quelli eticamente sensibili, che nel Pd vanno trattati con misura e rispetto, come è sempre accaduto. In quanto alle nostre priorità mi pare difficilmente contestabile che in cima oggi - conclude Marini - non possano che essere collocate la ripresa economica, la difesa del lavoro ed il sostegno alle famiglie».E poi, spiega il senatore romano Lucio D’Ubaldo, «conclusa la fase dell’anti-berlusconismo senza le istanze portate avanti da Fioroni non ci si propone per la fase costruttiva del governo del Paese. In questo senso - aggiunge - ci sta anche una sua possibile candidatura, le sue sono istanze di buon senso e di governabilità, è bene - conclude - che lo capisca chi ha a cuore il successo del Pd».E anche Fioroni, alla fine dice la sua su Twitter: «Mi indigna profondamente sentirmi da alcuni chiamare omofobo quando per storia e cultura il rispetto dell’Altro è la mia vita».