Vita

L'iniziativa. I malati di Sla ammessi agli atti pubblici senza interprete

Igor Traboni giovedì 25 gennaio 2024
I malati affetti da Sla e da tutte le sindromi alla Sla assimilabili potranno prendere parte agli atti pubblici senza bisogno di un interprete. È questa la grande novità, che più di qualcuno ha già definito anche come “una rivoluzione”, che è stata presentata nel pomeriggio di mercoledì 24 gennaio nel corso del convegno “Il Notariato per il superamento delle barriere giuridiche” organizzato a Roma dal Consiglio nazionale del Notariato con il patrocinio della Fondazione italiana del Notariato, delle associazioni del settore (Aism, Aisla, Fish) e del mondo accademico.

Il tutto, come è stato poi illustrato nel corso di una efficace simulazione in diretta, grazie all’utilizzo di sistemi di comunicazione alternativi, ad iniziare dal “comunicatore a puntamento oculare”. A ciò si è arrivati grazie al lavoro che un’apposita commissione del Notariato sta portando avanti da un paio di anni, interpretando in maniera evolutiva la legge notarile finalizzata al pieno esercizio della comunicazione non verbale. E dunque, per essere ancora più chiari e come è stato per l’appunto simulato nella vendita di un immobile di fatto avvenuta per l’appunto con un comunicatore a puntamento oculare, questi atti così stipulati saranno validi a tutti gli effetti di legge. Come è stato spiegato in apertura dei lavori da Antonio Areniello, presidente della Fondazione italiana del Notariato, e da Giulio Biino, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, l’espressione verbale realizzata mediante gesti o movimenti del corpo esteriormente percepibili, e per l’appunto con l’utilizzo di strumenti tecnologici, controllabile sia dal soggetto che l’ha emessa e che può confermarla, quanto dal notaio e dai testimoni dell’atto, è perfettamente equiparabile a quella di un soggetto che può esprimersi con la propria voce. La volontà espressa da un malato di Sla attraverso il puntatore oculare e senza intermediari, può quindi essere ricevuta dal notaio e da questi validata. Il Notariato, come ha ricordato nello specifico Biino, ha dunque applicato per la prima volta in Italia principio del cosiddetto “accomodamento ragionevole” delle norme; che ovviamente non significa aggirare le norme stesse ma semplificare le leggi. Così facendo, e come peraltro previsto dalla Convenzione di New York, si consente la partecipazione diretta agli atti pubblici delle persone affette da sindromi “locked in”, ossia quelle sindromi che limitano la capacità motoria dell’individuo senza intaccare quelle cognitive, al fine di rendere più immediata la tutela dei loro diritti.

Un inciso, quest’ultimo, che è stato sottolineato un po’ da tutti gli intervenuti, ad iniziare dal ministro delle Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha parlato espressamente della necessità di «abbattere tempi, burocrazia e pregiudizi. Il termine dell’autonomia, dell’inclusione resta centrale, così come quello della volontà della persona», ha aggiunto il ministro, preannunciando che su questa lunghezza d’onda la prossima battaglia da portare avanti sarà quella del diritto di voto per le persone affette da sindromi “locked in”. La Locatelli è quindi tornata sulla necessità del superamento delle barriere, rivolgendosi un po’ a tutti gli attori presenti: «Abbiamo la forza di farlo, ma ci dobbiamo credere. Questo è un punto di inizio, straordinario sì, ma deve essere solo l’inizio».

Ma se questo primo passo c’è stato, con tanto di “sdoganamento” nel corso del convegno, adesso si tratta di dare anche una sorta di “bollino rosso”, ovvero di quadro giuridico preciso, come è stato chiesto al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenuto al termine del pomeriggio per precedenti impegni di governo. Una garanzia di aiuto normativo e organizzativo» che Nordio ha pubblicamente dato, parlandi altresì di una «conquista straordinaria» in riferimento alla possibilità di redigere atti notarili con il puntatore: «Si tratta di un passo gigantesco, perché siamo ancora un po’ fermi alla penna e alla carta carbone e dunque questo è il momento di intervenire. Al ministero siamo sensibili rispetto a questa possibilità di coniugare la semplificazione delle procedure e allo stesso tempo dare garanzia di autenticità, facendo leva anche sulla presenza seria e affidabile della categoria dei notai».

Tutto il pomeriggio è stato molto intenso, anche con le due successive tavole rotonde che hanno visto confrontarsi e portare esperienze - anche di vita e non solo meramente professionali – i rappresentanti ministeriali, di associazioni e giudici, ad inquadrare più da vicino l’aiuto che la tecnologia può offrire per dar voce ai più fragili e ad esaminare le nuove prospettive per la tutela dei vulnerabili.

Il tutto all’insegna naturalmente di questa novità giuridica, ma anche e soprattutto della necessità di superare le barriere che la vicedirettrice del Tg2, Maria Antonietta Spadorcia, che ha moderato il pomeriggio, ha posto alla base di ogni intervento, ponendo un altro, indispensabile e quanto mai fermo paletto: la centralità della persona.