Vita

Roma. L’oscenità in classe diventa rissa ideologica

Luca Liverani martedì 29 aprile 2014
La rissa tra opposti estre­mismi alza il polverone sul libro di Melania Maz­zucco letto al liceo Giulio Ce­sare di Roma. E nello scambio di insulti – gli striscioni omofo­bi di Forza nuova, le reazioni di associazioni studentesche e di sinistra contro «oscurantismi, roghi di libri e gerarchie vatica­ne » – rischia di sparire lo scan­dalo di un romanzo - con de­scrizioni esplicite di rapporti sessuali tra gay - imposto a mi­norenni, come denunciato da due associazioni. La preside della scuola difende la scelta: «Un romanzo adatto all’età de­gli alunni». «Diffondere mate­riale porno – sostiene invece il Moige – è inammissibile e vio­la il patto di corresponsabilità tra genitori e scuola». Micaela Ricciardi, preside del liceo classico, sostiene la scel­ta di far leggere in due quinte ginnasio, a ragazzi tra i 14 e i 15 anni, il romanzo 'Sei come sei', storia di due gay che hanno u­na figlia da un utero affittato al­l’estero, che contiene anche de­scrizioni sessuali dettagliate. «Non c’entra nulla l’Ufficio na­zionale antidiscriminazioni razziali (Unar)», dichiara al­l’Ansa la preside. «Parlarne ser­ve a ridurre i rischi di omofobia e violenza tra i ragazzi. È edu­cazione ». Sul romanzo è stata chiesta «una prova scritta». Nel tema ci sarebbe anche la frase attribuita a papa France­sco: «Chi so­no io per giu­dicare un gay». Versio­ne riveduta e corretta di quanto di­chiarato il 30 luglio: «Se u­na persona è gay e cerca il Signore e ha buo­na volontà, ma chi sono io per giudicarla?».  Impossibile sapere di più dalla preside, né di persona né per telefono: per  Avvenire è stata «impegnatissima» per tutto il giorno. La scelta del libro, fatta senza consultare le famiglie, ha creato sconcerto. E la denun­cia dell’as­sociazione  Giuristi per la vita e Pro Vita Onlus per due professori di lettere che ipotiz­za i reati di pubblica­zioni osce­ne e corruzione di minori. Per Maria Rita Munizzi del Moige «sui temi sensibili come sesso e affettività vanno condivisi ap­procci e metodi, e solo su e­splicito consenso». Il vice pre­sidente dell’Associazione na­zionale presidi Mario Rusconi invita i docenti «a essere molto cauti sulla sfera dell’educazio­ne morale data dalle famiglie. Prima di fare scelte del genere bisognerebbe parlarne con i genitori». La scrittrice Melania Mazzucco definisce «del tutto pretestuosa l’accusa di osce­nità, il romanzo parla solo di fa­miglia e d’amore». Ieri mattina poi è scattata la strumentalizzazione di Forza Nuova e Rotta di collisione: le organizzazioni di estrema de­stra hanno manifestato davan­ti al liceo con fumogeni gialli, croci celtiche e striscioni deli­ranti: «Maschi selvatici, non checche isteriche». La provo­cazione perfetta per dare il 'La' al coro filo-gay. «Chi voleva proibire un libro contro l’o­mofobia è uscito sconfitto», at­tacca il presidente della regio­ne Lazio Nicola Zingaretti. Il sindaco di Roma Ignazio Mari­no dice no alle «frasi omofobe», ma anche che «si deve insiste­re sulla diffusione di una cul­tura, a partire dalla scuola, che riconosca la parità di diritti di tutti». Gli studenti di sinistra dell’Uds mettono nello stesso 'girone degli omofobi' «i grup­pi neonazisti», «i vertici della Chiesa cattolica» e il ministro dell’Istruzione Stefania Gian­nini, rea di avere «vietato la dif­fusione degli opuscoli dell’U­nar 'Educare alla diversità'». In linea anche la Federazione de­gli studenti: «L’omofobia oscu­ra il cervello di molti, a causa di divergenze di natura religiosa e ideologica».