Vita

LA CAMPAGNA. "Uno di noi" Mobilitazione pro-vita che scuote l'Europa

Pier Luigi Fornari lunedì 29 aprile 2013
Con uno scatto ai blocchi di partenza di più di 260 mila sottoscrizioni , la campagna europea “Uno di noi” entra nel pieno della competizione. Un buon contributo viene dall’Italia (e c’è grande attesa anche per la mobilitazione del 12 maggio), ma assai numeroso è il primo apporto che viene da Polonia, Ungheria, Spagna e Francia. «Non siamo che all’inizio, abbiamo tempo fino al mese di novembre per raccogliere un milione di sottoscrizioni, dopo una fase di avvio ora la campagna sta accelerando sempre più», spiega il giurista francese Grégor Puppinck, presidente del comitato europeo che è che composto da esponenti di quasi di tutti i 27 Paesi della Ue. «L’iniziativa non ha preso il via in tutti gli Stati membri contemporaneamente, in Francia sta praticamente partendo ora. In altre grandi nazioni, come la Germania, fa fatica a decollare in modo adeguato. Per ora in numerosi Paesi la raccolta avviene soprattutto attraverso il modulo cartaceo, e non attraverso Internet. A fine giugno, quando una buona parte dei moduli ci torneranno indietro, sarà possibile fare un primo bilancio».Quali saranno le tappe successive?Una volta che il milione di sottoscrizioni verrà conseguito e convalidato da Bruxelles, saremo invitati a sostenere le nostra posizioni davanti alla Commissione ed al  Parlamento europei.Quale è stato finora l’atteggiamento della assemblea elettiva dei 27?Da molti anni il Parlamento di Strasburgo discute della legittimità dei finanziamenti comunitari alla distruzione degli embrioni. Ma è giusto che le tasse pagate dai polacchi servano a finanziare l’aborto e la  soppressione “scientifica” del concepito, passando attraverso le istituzioni di Bruxelles, quando la interruzione della gravidanza è proibita nel loro Paese? Da un punto di vista giuridico ci sono argomenti molto rilevanti per concludere che questi finanziamenti sono illegittimi. Ma purtroppo la posizione contraria ha goduto finora di un rapporto di forza favorevole. Esso però si basa su un equilibrio politico molto precario, quindi non è affatto esclusa la vittoria della nostra campagna, se sarà sostenuta da un fronte di un milione ed oltre di cittadini. C’è anche un altro elemento che gioca a nostro favore… Si riferisce al pronunciamento di due anni fa dei magistrati di Lussemburgo?Sì infatti la corte di Giustizia europea nell’ottobre del 2011 ha riconosciuto all’embrione la dignità di essere umano, e quindi ha vietato la brevettabilità di procedure che ne comportino la distruzione. Ma io credo che anche l’evoluzione delle conoscenze scientifiche sulle cellule staminali embrionali confermi la nostra posizione.Quale l’obiettivo principale di “Uno di noi”?Si chiede alle istituzioni comunitarie di garantire “la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e all’integrità fisica di qualsiasi essere umano dal momento del concepimento in tutti i campi di competenza della Ue”. Il primo obiettivo è quello di vietare i finanziamenti di attività che implicano la distruzione di embrioni umani, in particolare nella ricerca. L’Unione sta trattando sulla sua politica di ricerca scientifica per il periodo 2014-2020. Attualmente le proposizioni presentate dalla Commissione europea per il programma Horizon 2020 non menzionano più l’impegno preso nel 2006, cioè di non sottoporre al comitato di regolamentazione nessuna proposta che comporti ricerche che distruggono embrioni umani, ivi compreso l’approvvigionamento di cellule staminali. La campagna “Uno di noi” propone di rintrodurre un criterio etico che escluda dai finanziamenti le ricerche che implicano la distruzione di embrioni.Qual è il secondo obiettivo?È quello di proibire qualsiasi finanziamento pubblico europeo dell’aborto. Purtroppo dal 2005 al 2011 numerose Ong che lo promuovono su larga scala hanno avuto finanziamenti comunitari.Una campagna di così ampia portata offre anche altre chance…È un’iniziativa che può rovesciare la condizione sfavorevole subita dal movimento pro-life nelle istituzioni, nei partiti e nei media europei. Nei prossimi mesi saremo in grado di avanzare argomenti giuridici, etici e razionali sempre più convincenti, sostenendo i parlamentari che da anni si battono in questa linea. La campagna, inoltre, è una preziosa opportunità per mettere in piedi una vera e propria rete a livello continentale, per permette a tutte le organizzazioni che difendono la vita di imparare a lavorare insieme. Una volta conseguito l’obiettivo del milione di firme, si potranno raggiungere altre importanti  mete.Ma a ben vedere  la campagna  è una grande servizio che state offrendo a tutta l’Unione… Certo, in un vecchio continente che si va decomponendo per effetto dell’individualismo e del materialismo, le famiglie che sono in grado di trasmettere la vita,  valori spirituali e morali alle nuove generazioni sono la vera grande risorsa, quella decisiva per dare un futuro all’Europa.