Vita

BIOETICA E POLITICA. La legge sul fine vita «slitta» a fine giugno

Pier Luigi Fornari mercoledì 1 giugno 2011
Nuove incognite sulla possibilità che la proposta di legge sul fine vita sia approvata definitiva­mente in tempi brevi. Infatti, secondo quanto ha riferito ieri in aula il vicepre­sidente della Camera, Rocco Buttiglione, la conferenza dei capigruppo, tenutasi ieri a Montecitorio, ha inserito il provve­dimento nell’ultima settimana di giugno, ma il provvedimento è al penultimo pun­to dei temi della settimana. È quindi pos­sibile che anche nel mese di giugno non venga trattato dall’assemblea, perché in quei giorni è probabile che inizi la ses­sione di bilancio con la presentazione dei documenti relativi. «Spero che non si tratti di una data am­bigua – commenta la udc Paola Binetti – che porti ad un ennesimo rimbalzo del dibattito. Io sono assolutamente convin­ta della necessità di far arrivare al più pre­sto in porto questo provvedimento e chie­do a chi è altrettanto convinto nella mag­gioranza di non lasciarsi condizionare dalle esigenze degli equilibri politici, per­ché questa legge è al di sopra di essi». L’ex presidente di Scienza&Vita esprime il ti­more che «mentre in Parlamento si tem­poreggia sulla proposta di legge sul fine vita, nel territorio si assista al proliferare di registri comunali dei testamenti bio­logici ». Si augura, quindi, di «non veder- li spuntare a Milano o Napoli e nemme­no a Crotone». Ci si deve rendere conto, secondo la Binetti che «nelle more del di­battito sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento si registra una escalation di propaganda di stampo eutanasico». Il relatore del provvedimento, il pidielli­no Domenico Di Virgilio, comunque, as­sicura: «A fine giugno alla Camera ri­prenderà l’esame del provvedimento in materia di testamento biologico come da calendario predisposto dalla conferenza dei presidenti di gruppo». Secondo l’e­sponente della maggioranza, «del resto è bene che questo provvedimento, così de­licato, sia affrontato lontano da appun­tamenti politici che possono creare ten­sioni e strumentalizzazioni di vario ge­nere. E a metà giugno sono previsti i re­ferendum ». Di Virgilio si dice «ottimista» e spera che «con la buona volontà di tut­ti si possa giungere a un testo largamen­te condiviso». Per il relatore «la proposta di legge senza alcun dubbio sarà appro­vata prima della sospensione estiva dei lavori parlamentari». La maggioranza, spiega, «la vuole con grande determina­zione ». Il parlamentare del centrodestra esprime la convinzione che «la legge sia attesa da molti italiani» e che «abbia il consenso» della opinione pubblica. «Non vedo ostacoli – insiste Di Virgilio – man­ca solo il passaggio nell’aula della Came­ra, la commissione ha già approvato gli e­mendamenti. Qualora dovessero esserci voti a scrutinio segreto sono convinto che accadrà come è già avvenuto al Senato: il provvedimento avrà un sostegno ancora più ampio». Di Virgilio è fiducioso che anche il pas­saggio di ratifica al Senato, sulle modifi­che apportate rispetto alla formulazione iniziale data da Palazzo Madama nel te­sto approvato nel marzo del 2009, possa avvenire in breve tempo e senza grandi difficoltà. La discussione generale sul provvedimento si è già svolta nell’aula della Camera il 7 e il 9 marzo. Il 27 apri­le poi è ripreso il dibattito con la vota­zione delle pregiudiziali di costituziona­lità dei radicali e dell’Idv e con la richie­sta di sospensiva del Pd che sono state tutte respinte. Ora deve iniziare il voto degli emendamenti e degli articoli della proposta.