Vita

Intervista. «Saremo la destinazione finale di un tragico turismo di morte»

Elena Molinari sabato 1 febbraio 2014
Philippe Couillard dallo scorso anno è leader del partito liberal del Quebec, la coalizione progressista moderata all’opposizione del partito québécois al governo. Ma sebbene il suo partito sia equamente diviso fra sostenitori e detrattori del disegno di legge che permetterebbe la morte assistita nella regione francofona canadese, Couillard, un noto neurochirurgo, si è personalmente e inequivocabilmente schierato contro la misura, definendola umiliante per la professione medica. Perché, dottor Couillard, considera inaccettabile il Bill 52, il disegno di legge sull’eutanasia in Quebec?Perché ho vent’anni d’esperienza come medico che opera in condizioni spesso al limite fra la vita e la morte. È quell’esperienza, con tutti i pazienti terminali che ho conosciuto, con le loro diversi storie personali, che mi rende impossibile in coscienza dare la mia approvazione alla legge, soprattutto nella sua formulazione attuale. Cosa intende?Se una persona è affetta da una malattia incurabile che la fa soffrire da anni, la si può automaticamente definire come paziente alla fine della sua vita? Come possiamo esserne certi?I medici sono notoriamente poco accurati nel definire le aspettative di vita di un paziente grave. E chi può dire, con certezza, un giorno, che ne ha avuto abbastanza e che qualcuno deve iniettargli una sostanza che lo faccia morire? Quale medico può dire che è giunto quel momento e come fa a dire con sicurezza al paziente che non avrà giorni migliori davanti a lui?Non crede che una legge possa rispondere a questi interrogativi?L’importanza del processo legislativo è rendere situazioni non chiare o non comuni più intelleggibili e precisare il più possibile i casi nei quali una legge è applicabile, e soprattutto definire le azioni che stiamo legiferando e i loro limiti. Questa legge non lo fa. Ma non sono certo che nel caso dell’eutanasia sia possibile farlo. Nella mia esperienza ho incontrato ben pochi casi in cui la sofferenza di un paziente gravemente ammalato, anche alla fine della sua vita, non possa essere alleviata da medici e medicine. Capisco che in teoria ci possono essere situazioni veramente eccezionali, ma vorrei sapere esattamente quali e quante sono.Teme che il Quebec si stia muovendo troppo alla svelta in questa direzione? Sì, e anche che gli abitanti di altre province canadesi verranno attratti dal Quebec se diventerà la prima provincia a legalizzare l’eutanasia. Non è certo nostra intenzione diventare la destinazione di un macabro turismo della morte. Ma certamente, se questa legge passerà, vedremo persone da altre città canadesi venire in Quebec e restarvi il tempo necessario per ottenere copertura sanitaria pubblica, di solito tre mesi, e poi chiedere la morte assistita.