Vita

Suicidio assistito. I Medici cattolici: un errore alterare il Codice deontologico

Francesco Ognibene venerdì 14 febbraio 2020

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Aperto dissenso sugli indirizzi applicativi dell’articolo 17 del Codice deontologico appena varati dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo). Lo esprime l’Associazione medici cattolici italiani (Amci) che in una nota «prende atto della decisione della Fnomceo della non modifica dell’articolo 17», un fatto «di per sé sostanzialmente positivo», trattandosi del punto in cui il testo di riferimento etico della professione fa divieto ai medici di assecondare la volontà di morte del paziente. Affermazione però contraddetta dalla chiosa esecutiva, che stabilisce «la non punibilità del medico da un punto di vista disciplinare» se sceglie di «agevolare il proposito di suicidio» del paziente che versa nelle condizioni indicate dalla recente sentenza della Corte costituzionale. Per questo l’Amci «non condivide l’elaborazione dottrinale dell’indirizzo applicativo deciso» in quanto «ritiene assolutamente incompatibile ogni intervento di assistenza medica al suicidio assistito con l’etica e la deontologia professionale del medico». Secondo la presidenza Amci «la medicina è sempre senza eccezioni per la vita e a favore della vita, e questa vita deve essere sempre accompagnata, senza alcun disimpegno, senza alcun abbandono, con delicatezza, fermezza e impegno nel continuare a curare le fragilità, pur se terminali, adempiendo sempre con sollecitudine e proporzionalità al prendersi cura, soprattutto quando non si può guarire».
Le insormontabili perplessità davanti al testo varato dalla Federazione spingono l’Amci a formulare quattro «interrogativi»: «Il primo – si legge nella nota – attiene alla scelta dei tempi: quale urgenza c’era di provvedere con tanta celerità?». Più radicalmente, l’Amci si chiede «perché varare questi nuovi indirizzi applicativi». Riferendosi poi all’inserimento della procedura di aiuto al suicidio entro il Servizio sanitario nazionale, i Medici cattolici chiedono «a quale degli obiettivi propri del Ssn si ascrive» la cooperazione del medico a questa pratica. Discutibile infine la scelta della Fnomceo di aderire in toto alla sentenza costituzionale: «Non esiste un’autonomia fra norme disciplinari e norme penali?».