Vita

Il progetto. Così la disabilità ispira un film sulla riabilitazione

Emanuela Genovese giovedì 5 maggio 2016
La disabilità che cambia il cuore degli uomini. Sono iniziate ieri le riprese di Ho amici in Paradiso, il film di Fabrizio Maria Cortese, ambientato in una location particolare: il Centro Don Guanella di Roma. Sarà una commedia agrodolce, interpretata da Valentina Cervi, Antonio Catania e Fabrizio Ferracane insieme a dieci attori non professionisti, ospiti della stessa struttura. Ho amici in Paradiso è la storia di Felice Castriota, un commercialista che non ha avuto l’onestà di rifiutare l’offerta di riciclare il denaro sporco della malavita e ora, condannato alla galera, accetta l’affido ai servizi sociali. E il luogo che lo ospiterà sarà proprio il Centro Don Guanella. «Ho amici in Paradiso racconta la storia di un cambiamento di un uomo, a contatto con un mondo completamente diverso da quello che ha sempre frequentato» spiega il regista Fabrizio Maria Cortese. «Ho iniziato a frequentare il Centro Don Guanella per motivi personali all’inizio del 2014. Mi hanno chiesto, conoscendo il mestiere che svolgevo, di aiutare gli ospiti nel preparare i cabaret e gli spettacoli teatrali che organizzano ogni anno nel mese di giugno. Lì ho conosciuto dieci persone, con un’età che va dai 21 ai 65 anni: assieme a loro, per un anno e mezzo, ho costruito il film in base ai loro personaggi. Mi hanno anche chiesto di avere un nome diverso per poter entrare davvero nei personaggi che interpretavano. Hanno una capacità di ascolto, una genialità e un’autoironia non comune». «Il titolo del film – racconta don Pino Venerito, direttore del Centro Don Guanella – è nato da una domanda del regista, che frequenta da tempo la nostra struttura. Mi chiedeva: “Che ne pensi se raccontiamo questo angolo di Paradiso, con i vostri operatori e ragazzi?” Era l’estate del 2014 e noi stavamo pensando alle attività del 2015, anno del centenario della morte di don Luigi Guanella. Invece di scrivere un film su di lui, abbiamo pensato che sarebbe stato più utile raccontare come il suo carisma ha davvero influenzato le vite delle persone. Nel film, come avviene nella realtà, il concetto di riabilitazione è reciproco. Medici, terapisti, volontari chiamati ad assistere gli ospiti del centro, sono riabilitati loro stessi dal mondo dei disabili». Sulla scia delle commedie francesi di successo come Quasi amici e La famiglia Bélier, il regista ha costruito l’atmosfera del film, che sarà pronto a fine 2016.  «Ho amici in Paradiso è un progetto coraggioso e non scontato» ha sottolineato monsignor Galantino, segretario generale della Cei. «Papa Francesco – ha aggiunto – ci invita a mettere al centro la periferia. Su questa strada è orientata l’Opera Don Guanella e spero che questo film possa aiutare tutti a scommettere di più su questo tipo di realtà. Lo Stato, la Chiesa e tutte le organizzazioni dovrebbero investire in queste realtà perché non significa spendere ma alimentare una risorsa».