Vita

PROGETTI DI FUTURO. Famiglie extralarge: studiare è un lusso

Paolo Guiducci sabato 5 ottobre 2013
Venticinque figli di famiglie numerose su cento non frequentano l’università. Ma la dispersione scolastica non c’entra nulla: semplicemente, queste famiglie non possono permettersi di sostenere gli studi dei loro figli. Il dato emerge da un sondaggio promosso dall’Associazione nazionale famiglie numerose e incrociato, ad esempio, con quello Istat per il quale oltre il 40% delle famiglie extralarge del Sud Italia "vede" da vicino la soglia della povertà e offre uno spaccato critico della famiglia oggi. La famiglia da più parti riceve consensi per il suo insostituibile ruolo sociale ma, alla prova dei fatti, a quelle considerazioni non corrispondono atti e iniziative coerenti. «Un paradosso», lo ha definito l’economista Stefano Zamagni, sul quale si confronteranno i coordinatori dell’Associazione famiglie numerose provenienti da tutta Italia, riuniti in assemblea fino a domenica a Rimini.A tema di "Coordinattori 2013" (questo il titolo della convention) fisco e politiche familiari nazionali, regionali e locali, e le iniziative assunte dall’associazione a sostegno dei nuclei più fragili. «I coordinatori diventano attori – spiega il presidente Giuseppe Butturini – e pertanto protagonisti principali della nostra associazione che in dieci anni di vita (nel 2014 l’anniversario) da un piccolo gruppo di famiglie a Brescia è arrivato ad oltre 15.000 famiglie (circa 100.000 persone, una città come Pisa, ndr) presenti in tutta Italia». Il "film" attualmente "proiettato" in Italia non è facile da interpretare, ma i "coordinattori" dell’Associazione famiglie numerose non hanno alcuna intenzione di abbandonare la sala. «La famiglia non è solo un ammortizzare sociale e neppure soltanto un luogo degli affetti – rilancia Butturini –. è un’impresa, come ha dimostrato Zamagni, dove l’economia si lega però alla relazione, alla solidarietà, al gratuito. Qui si genera futuro».
Ma il legislatore sembra non avvedersene e le tassazioni continuano ad infierire. Da qui la richiesta di considerare il "fattore famiglia" e una "no tax area. «I costi necessari al mantenimento della famiglia non vanno tassati», è la richiesta del presidente Afn. «La tassazione è solo verticale, diventi anche orizzontale considerando il numero dei componenti della famiglia». Si punta il dito anche sulle tariffe, chiamando in causa Comuni, Province e Regioni. Critiche anche per il nuovo Isee, che comunque tornerà in aula: «Da rivedere profondamente la scala di equivalenza», commenta Alessandro Soprana, direttore dell’osservatorio politico dell’Afn. «A livello regionale – aggiunge il coordinatore riminese Paolo Nanni – chiediamo la rimodulazione di due leve fiscali: addizionali Irpef che non considerano la composizione del nucleo familiare e ticket sanitari. Questi sono un vero scandalo che colpisce la fascia più debole e più bisognosa di cure, cioè i bambini, e le famiglie che hanno creduto di più nella vita».
Le famiglie extralarge non si limitano però a stilare cahiers de doleance. Giancarlo Zappalà e Cristian Di Stefano presenteranno un documento sulle «buone pratiche» che a livello locale possono perlomeno contenere le ingiustizie a cui sono sottoposti i nuclei più numerosi. Le convenzioni ad esempio. Lo ha capito anche la Fiat, che ha bussato alla porta dell’Afn per proporre uno sconto agli aderenti sull’acquisto di auto. «La posta in gioco è alta – chiosa Raffaella Mascherin – Le famiglie e le famiglie numerose non chiedono solo aiuti e sostegni, non ci piangiamo addosso. Crediamo all’amore, alla fedeltà, alla vita e alla provvidenza che sperimentiamo continuamente. Siamo contenti di esserci e intendiamo offrire risposte concrete capaci di dare un volto nuovo al Paese. Non vogliamo lasciarci rubare questa speranza».