Vita

Il ddl Cirinnà. Binetti: «Unioni civili, subito aiuti alla famiglia»

Angelo Picariello sabato 29 agosto 2015
«Se il Pd ha accettato di eliminare i riferimenti al matrimonio dal ddl Cirinnà l’accordo con Area popolare si troverà: manca solo un tassello», dice Paola Binetti, deputata dell’Udc, fra le parlamentari più attente ai temi eticamente sensibili. «Manca un piano concreto di aiuti per la famiglia, da fare subito, e da inserire nella legge di stabilità».L’espressione copia&incolla dalla famiglia l’ha usata per prima lei, per il ddl Cirrinnà. Si volta pagina?Sono fiduciosa. Nel prepararmi a questa intervista ho studiato. E ho trovato nel testo attuale ben 19 riferimenti al «matrimonio", al "coniuge" e alla stato "vedovile". Un’analogia anche terminologica, quindi, alla disciplina del matrimonio che porterebbe in breve tempo ad equiparare per via giurisprudenziale le due discipline anche sulle adozioni, che si vorrebbe tener fuori. Il risultato sarebbe il via libera a pratiche come l’utero in affitto che invece vanno invece assolutamente escluse. La riscrittura ci sarebbe già, anche incisiva, per eliminare proprio i continui rimandi al diritto di famiglia.Aspettiamo di vedere il testo, ma se è così vorrebbe dire che la nostra battaglia e il lavoro portato avanti anche da colleghi senatori del Pd hanno avuto successo. Noi siamo da tempo favorevoli a venire incontro alle istanze del mondo gay e siamo sempre più convinti che i tempi siano maturi per riconoscere i giusti diritti e le aspettative delle coppie omosessuali. Chiediamo solo - come chiede d’altronde la Consulta, - che non si crei una aperta o anche surrettizzia assimilazione con la famiglia. Se questo problema viene risolto - e lo verificheremo - tutta Ap non farà fatica a convergere. Mancherebbe solo un altro tassello.Dica.Sarebbe paradossale dopo tanti mesi dedicati a parlare di unioni civili che il governo si dimenticasse degli impegni presi con le famiglie. Mi riferisco in particolar modo alle famiglie numerose, a quelle con portatori di handicap al loro interno, che più di altre sopportano il peso della crisi. Sarebbe importante - questo per sfatare ogni dubbio, oltre che sul piano giuridico anche su quello politico - venire incontro ai bisogni di chi porta il peso della crescita e dell’educazione dei figli.Un segnale da mandare usando la leva fiscale?È una delle modalità più efficaci. Ma l’importante è fare presto. Credo che la discussione sulla legge di stabilità offra una grande opportunità irrinunciabile per segnare una inversione di tendenza sulla famiglia.