Vita

Airc. Tumori femminili, 182mila nuovi casi nel 2021. Domenica 8 le Azalee della ricerca

Francesco Ognibene venerdì 6 maggio 2022

Da 38 anni è il simbolo della partecipazione popolare a un grande obiettivo comune, una speranza condivisa, un sogno possibile: sconfiggere insieme il cancro, un passo dopo l’altro, e farlo tutti insieme. Cominciando con i tumori femminili. L’azalea offerta in decine di piazze di tutta Italia nella Festa della Mamma (quest’anno domenica 8 maggio) è il segno tangibile e pieno di vita di un gesto semplice come fare una donazione che andrà a contribuire al grande sforzo di dare energie fresche alla ricerca, sempre più mirata, specialistica, e soprattutto efficace.
In quasi quattro decenni passata di mano in mano tra la gente, l’«Azalea della Ricerca» ha permesso di sostenere l’immenso impegno degli scienziati italiani con 280 milioni di euro che hanno il grande valore di arrivare direttamente dalla consapevolezza e dalla generosità degli italiani. Identificata ormai con le azalee proposte da 20mila volontari nei gazebo, la Fondazione Airc per la Ricerca sul cancro torna dunque in piazza «per sostenere i ricercatori impegnati a trovare diagnosi sempre più precoci e terapie più efficaci per i tumori che colpiscono le donne», risorse «che hanno consentito ai migliori scienziati oncologici di lavorare senza interruzioni, nel tentativo di diagnosticare più precocemente tutte le forme di cancro e di curare con maggiore efficacia tutte le pazienti».

Con l'Azalea della Ricerca – disponibile anche online sun Amazon.it – si riceve, per una donazione di 15 euro, una Guida firmata Fondazione Airc con informazioni su prevenzione, cura dei tumori e ricette di Antonella Clerici – volto della copertina –, della foodblogger Monica Papagna e dello chef Stefano Sforza.
Nel 2021 si sono registrati 182mila nuovi casi di tumore nelle donne italiane, le patologie oncologiche femminili più frequenti sono a mammella (55mila), colon-retto (20.200), polmone (13.300), tiroide (9.800), utero (8.300), pancreas (7.400), melanoma (6.700), linfoma non-Hodgkin (6.100), stomaco (6.100) e ovaio (5.100). Due milioni le italiane guarite grazie alla ricerca, con una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi arrivata al 65%. Si stima che una donna su tre riceverà una diagnosi oncologica nel corso della vita.
Le conoscenze sull’insorgere dei tumori rendono ormai patrimonio comune alcune conoscenze di base, che comunque Fondazione Airc non si stanca di richiamare, con l’occasione dell’iniziativa per la Festa della Mamma: «L'adozione di comportamenti salutari potrebbe prevenire circa il 30-40% dei nuovi casi di tumore. Il fattore di rischio più importante è il fumo, a cui sono riconducibili almeno 17 diversi tipi di neoplasie oltre al carcinoma polmonare che, nell'85-90% dei casi, è provocato proprio da questa abitudine nociva. Anche l'obesità determina maggiori probabilità di sviluppare un cancro: un'analisi dell'American Cancer Society mostra che nel 2012 i chili di troppo sono stati responsabili del 3,9% circa di tutti i tumori nel mondo, con punte del 7 e 8% nei Paesi occidentali. La dieta, oltre ad aiutare contro l'eccesso di peso, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione dei tumori. Tre neoplasie su dieci sono infatti causate da un'alimentazione poco varia e non equilibrata. Infine, va evitata la sedentarietà: un'attività fisica regolare può diminuire il rischio di sviluppare un tumore del 7% circa rispetto a chi non si muove. L'esercizio inoltre riduce fino al 30% il rischio di recidive e migliora la qualità di vita delle pazienti, sempre rispetto a chi non fa attività fisica. Le linee guida dell'American Cancer Society suggeriscono di praticare 300 minuti circa di attività moderata alla settimana oppure 150 minuti di attività intensa».
Per la campagna dell’Azalea 2022 Fondazione Airc aggiorna sul recente avanzamento nella ricerca sul tumore all’ovaio, ottenuto anche grazie alle donazioni della gente: «I risultati di un recente studio, pubblicati sulla rivista Cancer Research, mostrano che alcuni tumori ovarici presentano alti livelli di due proteine che regolano l'attività dei mitocondri, la centrale energetica delle cellule. Tale peculiarità sembra renderli sensibili a una nuova classe di farmaci. I dati, ottenuti dal gruppo di ricerca coordinato da Raffaella Giavazzi presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, sono importanti per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per questo tipo di tumore che ancora oggi è tra i più difficili da curare».
Testimonial della campagna di quest’anno è Francesca, giovane mamma e medico nefrologo: «Mi sono offerta di fare da paziente a una mia collega per provare il nuovo ecografo – racconta –. È così che ho scoperto di avere un nodulo alla tiroide. Del percorso di cure mi è pesata molto la radioterapia allo iodio perché dovevo stare in isolamento per parecchi giorni, mi mancava la mia bimba e in quella stanza silenziosa pensavo troppo». Francesca ora sta bene e offre volto e sorriso per documentare l'importanza della prevenzione.
La posta in gioco – la salute, e la stessa vita – è tale che si cerca di utilizzare ogni linguaggio per arrivare al cuore e all’intelligenza delle persone per sensibilizzarle. Tra i percorsi di comunicazione, merita di essere segnalata la serie podcast «Tits up! Storie di donne e cancro al seno» – nata dalla collaborazione fra Fondazione Airc e Storielibere.fm, con il contributo scientifico della ricercatrice Airc Lucia Del Mastro, coordinatrice della Breast unit del Policlinico San Martino di Genova – che per la giornata delle azalee maggio presenta la settima puntata. Un episodio speciale, dedicato a Samanta Chiodini, autrice e voce narrante, morta a febbraio. La serie è disponibile al link storielibere.fm/tits-up-airc/ e sulle principali piattaforme di ascolto.
Accanto a Fondazione Airc e agli italiani che aderiscono all’iniziativa di primavera a sostegno della ricerca c’è il contributo continuativo di Banco Bpm, partner istituzionale per la divulgazione scientifica e il sostegno della ricerca sui tumori femminili. Una partnership che «si inserisce in una più ampia visione di responsabilità sociale di impresa per coinvolgere i dipendenti, le loro famiglie, i clienti e le comunità locali».