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«Pater Noster» dei King's Singers, un mosaico spirituale con 23 cori

Andrea Milanesi domenica 20 gennaio 2013
Non tutti possono permettersi di concepire e realizzare un progetto discografico così articolato e originale come quello firmato dai King's Singers e intitolato Pater noster (cd pubblicato da Naxos e distribuito da Ducale); non sono infatti molte le formazioni vocali in grado di affrontare una "Riflessione corale sul Padre nostro" attraverso la ricostruzione delle singole sezioni che compongono l'intera preghiera attingendo a un repertorio stilisticamente eterogeneo e praticamente sconfinato dal punto di vista temporale, che spazia dal Medioevo più lontano ai giorni nostri.Come in una sorta di cimento barocco "à la Bach", il disco si apre e si chiude con la pura e piana intonazione gregoriana in lingua latina del Pater noster, quasi si trattasse di un'"aria" da sottoporre a ornamenti ed elaborazioni; all'interno si trova infatti racchiusa una serie di ventitré "variazioni sul tema", suddivise in sette parti distinte (ognuna delle quali comprende almeno un adattamento completo del «Padre nostro») tematicamente legate a una diversa frase del testo e contrappuntate da brani che presentano un'attinenza ideale con le parole della preghiera che lo stesso Gesù ha insegnato ai suoi discepoli.Per il passo Sia santificato il tuo nome la tracklist comprende per esempio il Pater noster di Josquin Desprez (ca. 1440-1521), il mottetto Holy is the True Light di William Harris (1833-1973) e il Sanctus della Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina (ca. 1525-1594), così come l'invocazione "Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" è accompagnata dalle note di Lord's Prayer di John Tavener (classe 1944), Remember not, Lord, our offences di Henry Purcell (1659-1695) e Popule meus di Tomás Luis de Victoria (ca. 1548-1611).Si tratta di "musica a programma" in senso lato, tratto distintivo di una registrazione di eccelso valore che non risulta semplicemente un virtuosistico esercizio di stile (peraltro onorato dai King's Singers con la consueta sicurezza interpretativa), ma un vero e proprio mosaico di forte impronta spirituale, composto da tante piccole tessere sonore che rappresentano il frutto artistico della devozione del popolo cristiano lungo i secoli della sua lunga storia di fede.