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Zaccaria. È la relazione con Dio che va sempre ricostruita

Matteo Liut domenica 6 settembre 2020
Non “con la potenza” né “con la forza”, ma “con il mio spirito”: è così che la gloria di Dio si manifesterà agli occhi del mondo. A dare voce allo spirito del Signore lungo la storia sono i profeti, chiamati a ricordare agli uomini dove sta l’essenziale. Come san Zaccaria, profeta del VI secolo a.C., la cui voce richiamò Israele a non confinare il proprio culto dentro le mura del tempio da ricostruire. Ciò che si celebra in quello spazio, dice il profeta, è un messaggio destinato al mondo intero e ha le proprie radici nell’antico rapporto con Dio: lì sta l’essenziale che va continuamente ricercato e ricostruito. Zaccaria apparteneva alla tribù di Levi e nel libro che porta il suo nome, tra l’altro, riporta la profezia del Messia a cavallo di un asinello, un’immagine poi ripresa nel Nuovo Testamento. Altri santi. Sant’Onesiforo, discepolo di san Paolo e martire (I sec.); sant’Eleuterio di Spoleto, abate. Letture. Ez 33,1.7–9; Sal 94; Rm 13,8–10; Mt 18,15–20. Ambrosiano. Is 60,16b–22; Sal 88 (89); 1Cor 15,17–28 Gv 5,19–24.