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Domenico di Silos. Volto di una fede che cerca l’Assoluto e libera l’umanità dalle schiavitù

Matteo Liut martedì 20 dicembre 2022
La preghiera che diventa azione, che cambia i cuori e il mondo, che libera gli schiavi e afferma la giustizia davanti alle prepotenze. È un messaggio ancora attualissimo e affascinante quello che oggi ci affida san Domenico di Silos, benedettino vissuto nell’XI secolo in Spagna, volto di una fede che ricerca l’Assoluto ma al contempo prende forma là dove vive l’umanità con le sue speranze e le sue sofferenze. Era nato in Navarra e prima di diventare monaco e poi abate aveva fatto il pastore. Entrato nel monastero di San Millán de la Cogolla, ne divenne la guida. Pur essendo di imili origini, non ebbe paura di tenere testa al re di Navarra, Garcia III, rifiutandosi di pagare un ingiusto tributo richiesto dal sovrano, che voleva incamerare i beni del monastero. Dopo aver lasciato la propria terra natale, quindi, Domenico venne accolto in Castiglia da Ferdinando il Grande, che gli affidò il monastero di Silos, risalente al VII secolo e ormai fatiscente. Il monaco non si spaventò davanti allo sforzo richiesto per far rifiorire quel luogo decadente e si diede da fare per far sbocciare tra quelle mura un vivace centro di preghiera e di carità. Fu così che Silos da struttura in rovina divenne un fondamentale punto di riferimento, non solo spirituale, per l’intero territorio circostante. L’abate Domenico, inoltre, profuse molte energie anche nell’opera di liberazione dei cristiani fatti schiavi dai saraceni. Morì nel 1073. Altri santi. San Zeffirino, papa e martire (III sec.); san Liberato, martire. Letture. Romano. Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38. Ambrosiano. III feria prenatalizia “dell’Accolto”. Rt 2,4-18; Sal 102 (103); Est 5,1-8; Lc 1,39-46. Bizantino. Eb 4,1-13; Mc 10,2-12. t.me/santoavvenire