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Volontaria, valide le alternative

Vittorio Spinelli mercoledì 30 marzo 2005
Ottenere l'autorizzazione, sempre gratuita, per versare contributi volontari non presenta grandi difficoltà. Per molti autorizzati è diventato invece un lusso pagare periodicamente nel tempo questi contributi, a causa degli elevati importi richiesti. Per i lavoratori dipendenti sono pari a circa il 30% della retribuzione media, per gli artigiani l'aliquota varia tra il 14% e il 17%, per i commercianti tra il 15% e il 18%, calcolati su classi di reddito medio. Ai collaboratori iscritti alla gestione separata (privi di altra assicurazione e non titolari di pensione) è imposto invece il 17,50% dei compensi percepiti nell'anno precedente, con un minimo di 194 euro mensili.
Scopo principale dei versamenti volontari è incrementare la contribuzione personale, nella quantità necessaria per raggiungere il diritto alla pensione (tuttavia si può andare anche oltre e in questo caso sono considerati utili per aumentare l'importo dell'assegno). I lavoratori costretti dalla necessità a questi versamenti sopportano a denti stretti la loro convenienza, malgrado la loro intera deducibilità fiscale.

Di recente però la legge ha aperto un'alternativa per raggiungere il diritto alla pensione, grazie alla totalizzazione dei contributi versati in gestioni diverse. Di fatto, con la totalizzazione viene superata l'imposizione dei contributi volontari; appare anzi controproducente sostenere versamenti salati quando si possono cumulare gratuitamente contributi insufficienti per il minimo ed ottenere una pensione totalizzata.
È stata inoltre superata la preclusione, risalente al 1987, di poter pagare i contributi volontari mentre è in corso un'altra assicurazione obbligatoria. Il superamento del divieto è stato riconosciuto ai collaboratori ed ai professionisti iscritti alla gestione separata. In altre parole, i collaboratori possono continuare a versare volontariamente in qualsiasi altro fondo previdenziale mentre sono iscritti alla gestione separata, a patto però di essere stati ammessi alla volontaria prima del 30 giugno 1996. L'ultima riforma delle pensioni (legge delega 243/2004) ha cancellato però anche quest'ultima condizione, consentendo ai collaboratori di poter proseguire volontariamente in altre gestioni, non solo agli autorizzati entro il 1996 ma anche a chi sarà autorizzato in futuro. Questo vantaggio evita di dover ricorrere, per il trasferimento di contributi nella gestione separata, alla non conveniente opzione per il sistema contributivo. Volontari 2004. Il 31 marzo scade il termine per pagare i contributi volontari relativi al trimestre ottobre-dicembre 2004. Oltre che per i dipendenti privati, la scadenza vale anche per i pubblici e per i collaboratori. L'osservanza del termine è un requisito decisivo per la validità del versamento. Pagando in ritardo, i contributi sono annullati e rimborsati d'ufficio, a meno che l'interessato chieda di imputarli al trimestre di effettivo versamento.