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Volontari, ecco i fondi del 2005

Vittorio Spinelli giovedì 17 novembre 2005
Le varie organizzazioni del volontariato possono ottenere un finanziamento dal ministero del Lavoro, facendone richiesta entro il prossimo 21 novembre. La data è indicata da un bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 ottobre scorso (n. 249), riservato alle organizzazioni di volontari costituite da almeno due anni ed iscritte nei registri regionali. L'importo richiesto deve essere utilizzato per interventi a favore del disagio sociale, coinvolgendo opportunamente nelle iniziative anche gli enti locali. Maggiori finanziamenti sono invece previsti per le associazioni di promozione sociale (collocabili a metà tra il volontariato e l'impresa sociale) da utilizzare in progetti rivolti alle persone con disabilità, agli adolescenti, ai giovani, agli anziani, alle persone in condizione di marginalità sociale, al sostegno delle famiglie disagiate. Le associazioni interessate devono possedere l'iscrizione nei registri nazionali, regionali o delle province di Trento e Bolzano. Ulteriori finanziamenti sono specificamente riservati ad iniziative di formazione ed aggiornamento dei volontari e alla dotazione informatica dell'associazione. Sono escluse le strutture che hanno già ricevuto analoghi finanziamenti ministeriali per l'acquisto di hardware nei due anni precedenti. Sia le associazioni sia le organizzazioni di volontariato possono presentare le relative richieste singolarmente oppure consociarsi con altre per la domanda e per la ge-stione degli interventi sottoposti. Cooperanti. Nel vasto mondo del volontariato, un particolare settore è costituito dai dipendenti di ruolo e non di ruolo dello Stato o di enti pubblici che cooperano con organizzazioni non governative nei Paesi in via di sviluppo. Per svolgere il servizio, i volontari in servizio civile possono chiedere il collocamento in aspettativa senza assegni. Con l'aspettativa non viene meno però la tutela previdenziale dell'Inpdap o dell'Inps. L'intero periodo di servizio è, infatti, equiparato dalla legge 49/87 ad analoghe attività professionali di ruolo svolte in Italia, anche ai fini del trattamento di pensione e di fine rapporto. Le Amministrazioni datrici di lavoro - come precisa una nota dell'Inpdap - hanno quindi l'obbligo di versare all'ente i relativi contributi e di compilare le dichiarazioni contributive. La parte a carico del lavoratore è rimborsata alle stesse Amministrazioni dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, istituita presso il Ministero degli affari esteri. Volontari civili. I cooperanti diversi dai pubblici dipendenti (qualificati come «volontari civili») sono invece iscritti, a loro cura, alle assicurazioni previdenziali dei lavoratori dipendenti, ferma restando la natura autonoma del rapporto. I relativi contributi sono posti interamente a carico della Direzione generale per la cooperazione, che provvede direttamente al loro accreditamento nel Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti gestito dall'Inps.