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Vita collettiva, il rebus dei pagamenti al personale domestico

Vittorio Spinelli martedì 10 luglio 2018
La legge di bilancio ha imposto, da questo mese, l'obbligo per tutto il settore del lavoro dipendente, per le collaborazioni e per le cooperative, di pagare le retribuzioni soltanto con bonifici o altri mezzi tracciabili, pena una sanzione fino a 5.000 euro. La stessa legge esclude dal nuovo sistema le famiglie che utilizzano il lavoro di colf e badanti.
Senza questa esclusione, la novità avrebbe aggravato la già complessa gestione di un normale contratto di lavoro domestico, le cui formalità inducono non pochi datori di lavoro a chiudere il rapporto in corso oppure a rivolgersi a lavoratrici in nero (1 milione e 250 mila il fenomeno complessivo secondo stime più recenti). Continua infatti a calare il numero dei domestici in regola con l'Inps, scesi a 854 mila assicurati con almeno un contributo versato. Le famiglie sono quindi libere di convenire con la lavoratrice la modalità di pagamento che preferiscono o di mutare le modalità in corso.
Vita collettiva. Un criterio previdenziale, ormai acquisito da Ministeri e Inps, consente ai datori di lavoro diversi dalle famiglie, ma che provvedono alle normali esigenze di una vita familiare (come le case famiglia, i seminari, i conventi, le caserme ecc.), di utilizzare lavoratori domestici con le stesse regole per una famiglia con colf o badante.
Anche l'ente di vita collettiva deve quindi adempiere al pagamento delle retribuzioni solo con bonifici, accrediti ecc. ma nello stesso tempo può vantare le stesse condizioni di esenzione riconosciuta alle persone fisiche, potendo cioè pagare in contanti i compensi per il personale domestico. La legge non dà riferimenti per gli enti interessati.
Si ritiene tuttavia che l'obbligo generale si applichi anche per i casi di vita collettiva. Infatti la finalità del nuovo sistema è essenzialmente quella di impedire comportamenti illeciti del datore di lavoro (senza distinzioni tra persone fisiche e istituti), come le false buste paga, minacce di licenziamento ecc.
In genere questi enti adottano una contabilità aziendale il più possibile uniforme.
Tuttavia, in assenza di chiarimenti al riguardo, e per evitare discriminazioni tra le lavoratrici del settore, sembra ammissibile anche il pagamento in contanti, a condi-zioni però che l'ente applichi il contratto nazionale dei domestici e che il contante sia richiesto formalmente dalla lavoratrice.
Contributi di luglio. Scade oggi il versamento dei contributi colf, relativi al secondo trimestre 2018. Il termine vale anche per la denuncia, tramite i patronati o i consueti canali telematici, di nuove assunzioni avvenute nel corso dello stesso trimestre.