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Valeriano di Aquileia. Difese la vera fede, cuore dell'identità d'Europa

Matteo Liut sabato 27 novembre 2021
Cristo è Dio e su questo oggi non c'è alcun dubbio dottrinale nella Chiesa, una certezza che fonda di fatto tutta la cultura europea e occidentale e che è stata raggiunta non senza fatica nei primi secoli di storia del Vangelo. Tra gli araldi di questa visione ortodossa, opposta a chi affermava che Gesù era di fatto un "essere inferiore" a Dio, appare anche il nome di san Valeriamo di Aquileia. Successore di Fortunaziano, fu arcivescovo di Aquileia dal 369, anno in cui partecipò al Concilio indetto a Roma da Damaso I, fino al 388. Dopo un periodo ambiguo anche per la Chiesa aquileiese, Valeriano s'impegnò per ristabilire l'ortodossia contro il perdurare dell'arianesimo soprattutto nell'area balcanico-danubiana e nel 381 convocò un Concilio ad Aquileia che contribuì ad affermare la corretta dottrina sull'identità del Figlio di Dio. A questo fondamentale appuntamento, di cui ci sono giunti gli atti, prese parte anche sant'Ambrogio, che diede così a Milano un posto di primaria importanza nella costruzione dell'identità del nord Italia e del centro Europa.
Altri santi. San Laverio, martire; beato Bronislao Kostkowski, martire (1915-1942).
Letture. Romano. Dn 7,15-27; Dn 3; Lc 21,34-36.
Ambrosiano. Ez 7,1.15-27; Sal 101 (102); Eb 8,6-10; Mt 12,43-50.
Bizantino. Gal 5,22-6,2; Lc 10,19-21.
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