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Usuranti, in fila per gli assegni del 2020

Vittorio Spinelli martedì 30 aprile 2019
Ogni anno entro la giornata del 1° maggio, è possibile prenotare all'Inps il pensionamento agevolato per coloro che svolgono un'attività definita dalla legge come particolarmente "gravosa". È una data che ricorre sempre come festività civile (una disattenzione del legislatore?) e quindi l'importante appuntamento scivola di fatto sempre al giorno 2. Si tratta, nell'occasione, dei pensionamenti ammessi in base al possesso di particolari requisiti, che possono essere perfezionati entro il 31 dicembre 2020.
L'anticipo della richiesta è necessario tuttavia all'Inps al fine di rilasciare all'interessato una preventiva "certificazione" sulla sussistenza dei requisiti personali. Questo documento gli consentirà di avanzare il prossimo anno la regolare domanda per l'assegno mensile. L'accesso agevolato alla pensione scatta dopo un periodo di attività gravosa durata almeno sette anni negli ultimi dieci oppure per metà della vita lavorativa, in ogni caso a partire da un'età di 61 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi (rispettando come minimo una "quota 97,6"). A questo si aggiunge l'ulteriore beneficio di essere esclusi dagli adeguamenti dell'età alla speranza di vita.
L'esenzione non scatta per i lavoratori cosiddetti "precoci" e per chi al tempo del pensionamento riscuote l'Ape sociale. Più gravose e particolarmente usuranti sono ritenute dalla legge diverse occupazioni, quali le lavorazioni in gallerie, cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, quelle eseguite ad alte o basse temperature, in spazi ristretti, per l'asportazione dell'amianto, le cosiddette "linee a catena", la conduzione di determinati veicoli di trasporto collettivo (con almeno 9 posti), nonché alcuni lavori notturni con una minuziosa regolamentazione.
La legge di bilancio dello scorso anno ha allargato ulteriormente la platea dei beneficiari e vi ha incluso gli operai dell'agricoltura, della zootecnia e della pesca, i pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, come dipendenti o soci di cooperative, i lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione, i lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature che non siano stati ricompresi nella vecchia normativa del settore (decreto n. 67/2011), infine i marittimi imbarcati a bordo ed il personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.